Programmare da bambini. 3 motivi per farlo fare ai vostri figli

Perché programmare è da veri creativi!

Portare nelle aule almeno un’ora di progammazione a settimana è fra gli obiettivi del Ministero dell’istruzione con la riforma della “Buona Scuola”. L’osservatorio ha da poco verificato i risultati del progetto educativo Smart Coding, l’iniziativa di Samsung Italia che, nello scorso anno scolastico, ha portato la programmazione in mille scuole elementari e medie (e vi invitiamo a leggere questo interessante articolo sul programmare fin da bambini).

E se insegnare a programmare fosse un incoraggiamento per l’abilità più importante che possiamo insegnare ai nostri figli: la creatività? Noi ne siamo convinti: ecco 3 motivi per cui il progetto Smart Coding ci piace e vorremmo che fosse portato avanti.

1) Il pensiero creativo inizia quando iniziano le domande

Le domande incoraggiano i bambini a sperimentare, esplorare le loro idee, mettere in discussione le loro ipotesi, fare errori e imparare da questi. Thomas Edison era un maestro di questo tipo di pensiero. Ha testato migliaia di materiali e processi prima di creare la prima lampadina: “Ho scoperto con successo 1.000 modi per non fare una lampadina”amava dire.

Con la programmazione, i bambini sono esposti a questo processo di sperimentazione. Iniziano imparando una manciata di comandi per eseguire operazioni semplici e con ogni risultato positivo, lentamente guadagnano fiducia per provare cose nuove e più ambiziose.

2) La programmazione rafforza il pensiero

Ogni lato del cervello è destinato per controllare diverse parti del pensiero e dell’elaborazione delle informazioni. L’emisfero sinistro è tipicamente associato con il pensiero logico, tecnico e analitico, mentre l’emisfero destro è associato con l’immaginazione e il pensiero intuitivo. Tendiamo a pensare alla creatività come una funzione della parte destra del cervello, ma i pensatori più creativi effettivamente sanno usare in egual misura entrambi gli emisferi. Questa idea di sposare “arte con la scienza” è ciò che in fondo ha contraddistinto Steve Jobs.

3) La programmazione dà ai bambini la fiducia per creare

Come quando si impara uno sport o uno strumento musicale, coltivare la creatività richiede un duro lavoro. Per i bambini, se il lavoro è fonte di confusione o è monotono o l’obiettivo finale poco attraente, il desiderio di fare pratica si indebolisce. I bambini devono essere motivati. Hanno bisogno di essere in un ambiente stimolante che infonda in loro un autentico desiderio di creare. L’apprendimento della programmazione, in una maniera coinvolgente e ben ritmata, mette i bambini sulla strada della logica di programmazione, e, infine, dà loro un trampolino di lancio per creare giochi con cui vogliono giocare.

Imparare a programmare è molto simile a imparare una nuova lingua. In questa maniera si dà ai bambini una competenza in più non solo nella tecnologia, ma anche nel linguaggio della creatività.