Come stendere un buon piano formativo aziendale (secondo noi)

Potete decidere di vedere la formazione aziendale in molti modi: un costo, una scocciatura, un di più, oppure come un’opportunità.
Avete mai considerato l’idea che possa essere un investimento per aumentare il vostro capitale più importante? Il capitale umano, signori, quello che costituisce il vero nerbo della vostra azienda, al di là dei fidi bancari.
Inseguire l’ultima tecnologia per la sola idea di “stare al passo” può essere una strategia, io personalmente non la ritengo particolarmente efficace.
Com’era quel proverbio cinese?

Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno.
Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.

Investire sulla formazione del proprio personale equivale a investire sulla crescita dell’azienda, dei servizi che è in grado di offrire e della qualità che sarà capace di garantire.
Ma come ogni cosa anche il piano formativo va elaborato con calma e lucidità.Noi ci siamo dati delle linee-guida precise per farlo, e ci piace ora condividerle con voi.
Eccole:

– Trasversalità.

Coinvolgere tutti i settori dell’attività, e quindi tutto il nostro personale. Non solo il gruppo degli sviluppatori ad esempio, ma anche quello del’HR, della Comunicazione & Design.Questo perché secondo noi se l’azienda deve crescere non può farlo a singhiozzo né a scomparti. L’evoluzione deve essere omogenea, fluida e condivisa a tutti i livelli del flusso di lavoro.
Un esempio pratico: non ha senso aggiornare la vostra area IT all’ultima tecnologia se poi avete un reparto commerciale che si muove su un mercato di 3 anni fa.

– Non solo novità, anche autocritica.

Inserire la giusta dose d’avanguardia, ma costringersi anche ad un’operazione altrettanto interessante: l’autocritica.
In cosa potete migliorare? Quali competenze dovete irrobustire? Quali sono i momenti più deboli e insidiosi del vostro processo di lavorazione aziendale?

– Gradualità.

Le scelte di cui al punto precedente implicano maggior tempo e complessità: occorre trovare i docenti, selezionare gli argomenti, coordinare i tempi delle persone nonché, banalmente, gli spazi.
Ma il nostro obiettivo dev’essere lavorare sulla qualità, non correre la staffetta per arrivare primi.
Un calendario può anche essere diluito su tutto l’anno, con intervalli utili anche per il fisiologico assorbimento delle nuove competenze e il loro test sul campo.

– Il giusto compromesso.

Un piano di formazione, siamo onesti, ha i suoi costi: in termini di denaro, tempi e risorse.
Potete quindi ricorrere a modalità formative per così dire “miste”, che consentano flessibilità nel lavoro, ottimizzazione delle risorse e un po’ di risparmio economico: lezioni frontali di gruppo in esterno e lezioni mirate in azienda; armati di videocamera e treppiede potrete registrarne alcune, in modo da avere un archivio e consentire anche formazione a distanza; docenti esterni, ma anche formazione interna, valorizzando le risorse senior che possono guidare le nuove leve.

Cosa ne pensate? voi quali strategie avete adottato per stendere il vostro calendario di formazione aziendale?

[Tratto dal mio articolo originale su Linkedin: https://www.linkedin.com/pulse/perch%C3%A9-penso-che-la-formazione-aumenter%C3%A0-il-capitale-della-caspani?trk=pulse_spock-articles]