Come un’azienda deve trattare morte e tragedie sui Social

Devi saper trattare morte e tragedie sui social legati alla tua azienda.

Quando David Bowie è recentemente scomparso, molte aziende hanno deciso di utilizzare i loro social media esponendo foto, video e link di Ziggy Stardust, pensando che usare la strategia di “cavalcare l’hashtag” a tutti i costi fosse legittimo.

Questi post erano ammantati da un falso mantello di tributo e le aziende che lo hanno fatto erano lontane anni luce da Bowie.

Se il singolo individuo vuole piangere o ricordare la dipartita di qualcuno sul proprio profilo social è ovviamente legittimo. Ma quando si tratta di aziende, si entra in un campo minato.

Ho preso ad esempio la recente morte di Bowie, ma lo stesso concetto può essere abbinato anche a fatti di cronaca, come l’altrettanto recente attacco terroristico di Parigi.

Come si interseca la comunicazione social con la morte o la tragedia?

Queste sono a mio parere le regole su come trattare morte e tragedie sui social.

Ovviamente ci tengo a precisare che queste regole valgono solo per le imprese.

Regola 1: rimanere in silenzio durante una tragedia

Una tragedia è un qualsiasi evento orribile, abbastanza significativo, per cui la televisione interrompa la programmazione regolare per seguire in diretta la storia.

Mantieni il silenzio. Stoppa tutti i messaggi programmati e resisti alla tentazione di dire qualcosa a tutti.

Non postare robe tipo “i nostri cuori e le nostre preghiere sono con i sopravvissuti”. L’unica eccezione a questa regola è se gli eventi si sono verificati in una città / stato / regione in cui il tuo brand si fonde, e questo fatto è ampiamente noto.

Ma anche in questo scenario, non inviare “pensieri e preghiere”, mentre la crisi è ancora in corso.

Nessuno ha bisogno di essere confortato da una azienda.

 

Regola 2: il tributo ha senso solo in alcuni casi

Nel caso di morte di celebrità come David Bowie, Steve Jobs, la decisione sulla necessità di fare un tributo o meno è da prendere ponendosi questa domanda:

«Il nostro brand ha mai avuto un rapporto vero e proprio con questa persona?”

Se la tua azienda aveva un vero e proprio rapporto con la star è ok. Se non ce l’aveva, lascia perdere.

 

Regola  3: non utilizzare gli hashtag a casaccio

Se, a seguito della tragedia o della morte di un personaggio famoso, senti la necessità di utilizzare gli hashtag in modo che un tuo post sia visto da un pubblico più vasto….ti imploro: resisti.

In parole povere nessuna azienda è fallita perché ha scelto di stare zitta per 24 ore. Ma se devi per forza dire qualcosa, non commercializzarla.

Usare i social Media come azienda non è facile, ma nei momenti di dolore e di crisi, insomma in caso di dubbio, non dire nulla.

Sospetto che alcuni di voi magari non saranno d’accordo con questa mia visione. Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti qui sotto.