La cura per il cancro si chiama Big Data?

Con i Big Data cureremo il cancro: meno esami e terapie inutili, ma digitalizzare non basta, occorre saper interpretare i dati clinici di ogni malato oncologico.

Quando si entra in un qualsiasi reparto ospedaliero non è difficile incontrare medici e personale sanitario che, ancora oggi, compila con la sua penna stilografica la cartella clinica del paziente.

Tutta la “storia” di ogni malato è contenuta in un faldone di carte scritte e riscritte a mano libera da medici diversi. Un pandemonio di parole che rende difficile la ricostruzione del quadro gnoseologico del paziente.

Si tratta di dati “nascosti” assolutamente preziosi per il futuro del settore healthcare. Oggi e per il prossimo futuro la vera sfida sarà quella di decifrare i dati contenuti nelle cartelle cliniche dei pazienti e interpretare le informazioni necessarie per trovare la cura ed il trattamento farmacologico adeguato.

Grazie ai Big Data, all’evoluzione degli studi dell’ICT e all’innovazione digitale, anche gli studi e le ricerche oncologiche potranno beneficiare del processo di trasformazione digitale per interpretare enormi moli di dati che aiuteranno i medici a trattare i pazienti malati di cancro.

Cura del cancro con i big data

 

Rivoluzione E-Healthcare: i Big Data al centro degli studi oncologici

E’ una vera e propria rivoluzione quella che sta interessando il settore sanitario: l’applicazione dei Big Data agli studi e ricerche oncologiche è ancora in via di sviluppo, ma racchiude mille potenzialità e benefici.

I dati racchiusi in quei faldoni di carta e nelle cartelle cliniche dei pazienti rappresentano una miniera d’oro per la medicina e potrebbero aiutare a migliorare le cure dei ricercatori.

I Big Data non sono di certo una novità, in realtà stanno apportando benefici preziosi e miglioramenti nei trattamenti chemioterapici.


Sappiamo tutti che le trasformazioni digitali sono complesse. Tuttavia, ritengo che la natura altamente sensibile e critica dei dati sanitari renda uniche queste iniziative nel settore medico. Il requisito più importante richiesto dalla normativa vigente è che le informazioni siano protette costantemente e in tutte le forme

Norman Sharpless, Direttore del National Cancer Institute (NCI).


Lo stesso Sharpless ha voluto condividere la sua esperienza personale e professionale: “Si tratta di particolare approccio al trattamento ed alle cure del cancro. Uno studio sui geni, che utilizza molti dati dei malati oncologici, aiuta a salvare molte vite”.

curare il cancro con i Big Data

Grazie ai Big Data, i medici e gli operatori socio-sanitari che analizzano la cartella clinica del paziente possono accedere ad una serie di informazioni aggiornate e preziose per gestire adeguatamente le situazioni di emergenza e, allo stesso tempo, proteggere i dati dall’uso non autorizzato. Le organizzazioni sanitarie (ospedali, ASL, centri di ricerca, etc.) devono condividere le informazioni tra loro per aiutare ogni paziente a migliorare il proprio stato di salute.

Anche il Dottor Soheil Meshinchi, ematologo e oncologo pediatrico specializzato nella cura e nel trattamento chemioterapico delle leucemie pediatriche ad alto rischio, ha condotto uno studio genomico sulla leucemia mieloide acuta nei bambini e nei giovani adulti.

Grazie all’implementazione dei Big Data, otto anni dopo il lancio dello studio, i risultati delle analisi dei dati (1013 file) sono stati analizzati, interpretati ad hoc e sintetizzati graficamente.

Cura del cancro con i big data

 

Questo nuovo approccio ha permesso di giungere alla seguente conclusione:

Ci sono nette differenze in questo tipo di cancro che variano a seconda dell’età del paziente, così come ci sono numerose varianti della leucemia mieloide all’interno di gruppi di pazienti più giovani. Ed è solo l’inizio: il team sta raccogliendo dati più approfonditi e si aspetta di pubblicare analisi più dettagliate negli anni a venire. Grazie all’applicazione dei Big Data alle cure oncologiche, non avrei mai pensato di arrivare dove siamo. […] Oggi possiamo generare più dati in una settimana rispetto a quanto abbiamo fatto in 15 anni di studio e ricerche.

Meshinchi del Fred Hutchinson Cancer Research Center

Il ritmo dell’innovazione tecnologica è così rapido che la più grande sfida affrontata dal team è stata quella di tenere il passo”, ha osservato il Dottore Hamid Bolouri, Biologo computazionale e coordinatore del team di ricerca.

Il Dr. Hamid Bolouri e i colleghi hanno sviluppato nuovi metodi computazionali per lavorare con enormi set di dati: “Al termine dell’analisi, viene generato un file Excel. È facile.“, suggerisce Bolouri. “Sono terabyte e terabyte di dati che consentono di migliorare le cure e di risparmiare costi e fatica”.

Un altro interessante utilizzo dei Big Data riguarda la lotta contro l’abuso di oppioidi. L’ufficio dell’ispettore generale (OIG) della sanità e dei servizi umani (HHS) utilizza sempre di più l’analisi dei dati per monitorare e ridurre gli sprechi.

L’OIG ha recentemente creato un repository di dati contenente petabyte di reclami dei pazienti per monitorare i fattori di rischio e per condividere i dati predittivi con altre forze dell’ordine statali e locali o con altre strutture sanitarie.

Big Data: quali sono i benefici nel campo clinico

Cura del cancro con i big data

Le ricerche scientifiche e mediche basate sull’analisi dei dati, possono guidare nuovi protocolli di trattamento e ridurre i costi.

Infatti, con i Big Data ogni oncologo può confrontare il quadro clinico del paziente con milioni di dati provenienti da altri casi e prescrivere la cura migliore.

Con questo approccio si riduce il lasso temporale necessario per decidere in merito al trattamento ed alle cure del paziente malato di tumore.

Disponendo di una mappa genetica completa del carcinoma, basta compararla con quella di altri pazienti in modo veloce e selezionare i farmaci da utilizzare nella radioterapia o chemioterapia.

Le terapie mirate rappresentano uno dei più importanti strumenti della medicina personalizzata: grazie alle stesse la cura non è più scelta solo in base alla sede di sviluppo del tumore, ma anche in relazione alle sue caratteristiche molecolari.

Cure sempre più mirate e più veloci porteranno, nel giro di poco tempo, ad un notevole risparmio della spesa sanitaria. Si tratta di un interessante esternalità positiva per le future generazioni e per salvaguardare i bilanci statali.

Grazie all’utilizzo dei Big Data sarà possibile risparmiare ogni anno ben 450 miliardi di dollari a livello mondiale. Si tratta di una bella cifra da non sottovalutare; tuttavia, c’è ancora da pazientare dato che, secondo le stime degli esperti, si arriverà a regime non prima del 2040.


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