Sapevate che i più importanti influencer sono bambini?

I migliori marketing influencer sono i bambini.

Dai baby shower alle liste su Amazon, il business è incredibile.

Intorno alla nascita di un bambino ruota un nuovo mondo fatto di prodotti particolari e di eventi speciali. Quando si parla di baby shower non si può non fare riferimento a quello progettato da Mindy Weiss e Jeff Leatham per Khloé Kardashian.

Il colore dell’evento è stato il rosa. Gli invitati sono stati accolti nella sala da pranzo sotto un grande arco di rose e su un letto di palloncini, ovviamente di colore rosa.

A decorare la stanza ci pensavano elefanti e giraffe, mentre tra gli invitati c’erano magnati della bellezza e modelle. In effetti era pur sempre un evento della famiglia Kardashian.

Questo però è stato un baby shower molto particolare perché sponsorizzato da Amazon. Ovviamente foto e video del party sono state pubblicate in rete ed hanno ottenuto oltre 77 mila apprezzamenti. Insomma, la bambina di Khloè Kardashian è diventata un’influencer ancora prima di nascere.

Tutto il materiale pubblicato in rete è stato accompagnato da una serie di hashtag approvati da Amazon Baby Registry. Nell’era degli e-commerce per la vendita online si rivelano molto importanti proprio i bambini, i quali non sono del tutto consapevoli del potere che hanno acquisito.

Bambini influencer: le critiche ai genitori

Non è tutto rose e fiori il mondo degli influencer. Le critiche infatti non mancano mai, soprattutto quando ci sono di mezzo i bambini. Khloè Kardashian infatti dopo il baby shower è stata criticata per aver collaborato con Amazon. Molti utenti infatti l’hanno accusata di aver usato un baby shower come “product placement”, ma peggio ancora di aver approfittato del suo bambino non ancora nato per fare affari.

Gli utenti della rete sono sempre più attirati dalle immagini che ritraggono il mondo dei bambini. Quest’ultimi invece sono inconsapevoli di ciò che accade intorno a loro ancora prima di venire al mondo.

Tante star infatti annunciano la gravidanza attraverso i propri profili social dove sono seguiti da milioni di follower, mentre altri lanciano contenuti sponsorizzati.

In tanti infatti lanciano contenuti sponsorizzati anche in base ai follower. La vita privata dei personaggi famosi è ormai sulla piazza social.

Momenti privati finiscono in rete attraverso foto e video, ma in tanti non rinunciano ai contenuti sponsorizzati.

In Italia anche Chiara Ferragni è stata al centro delle critiche per avere, insieme al compagno Fedez, postato in rete tutto ciò che riguarda il primogenito Leone.

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Chiara Ferragni e Fedez con Leone

I follower dei Ferragnez non si sono persi alcun momento dalla gravidanza o del parto.

L’annuncio della nascita di Leone infatti è stato dato con una foto scattata in sala parto. Per molti si tratta di un momento così privato da custodire gelosamente nel cassetto dei ricordi, ma per gli influencer non è così. Tra i follower della Ferragni però ci sono anche coloro che l’hanno accusata di aver fatto scottare il bambino al sole durante l’estate e altri che invece la criticano per averlo reso già un baby influencer.

Marketing influencer: il potere dei bambini

Negli ultimi anni si è diffuso sempre di più il marketing influencer, ma l’area più redditizia risulta essere quella legata ai contenuti sponsorizzati che coinvolgono i bambini.

Un influencer può pubblicizzare qualsiasi prodotto ma quando si tratta di sponsorizzare quelli per bambini ci si ritrova dinanzi ad un grande problema. Come pubblicizzare un prodotto per la gravidanza? E quelli per bambini? Per poter fare entrambe le cose occorrono un pancione e dei bambini. Per questo motivo il poter dei baby influencer è in continuo aumento, così come le polemiche.

Il baby influencer marketing ormai è molto redditizio. Dai prodotti per la gravidanza ai vestiti per i più piccoli. Per le aziende non è facile trovare l’influencer che sta per diventare mamma, ma quando l’intuizione si rivela giusta il giro di affari può solo aumentare.

Per esempio su Instagram ci sono centinaia e centinaia di influencer, ma quelli che catturano l’attenzione sono proprio i baby influencer.

Questi si ritrovano a pubblicizzare abiti, giochi e prodotti per bambini attraverso quello che sembra un semplice selfie. Al riguardo però non sono mancate le critiche degli esperti che sostengono che i bambini influencer siano in realtà inconsapevoli di quello che stanno facendo.

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Il baby shower di Khloe Kardashian organizzato da Amazon

Chi sono i baby influencer?

I baby influencer del 2018 sono i figli delle mamme millennial che hanno il compito di vendere i prodotti sponsorizzati ad altri millennial. Tale categoria è molto ben informata su come si acquista online attraverso uno smartphone. I vip, che ormai sono diventati influencer molto apprezzati, cercano di coinvolgere anche i propri figli per lo shopping su Instagram. Sono infatti in aumento le influencer che insieme ai bambini pubblicizzano specifici prodotti. Questa è una categoria che presenta molti limiti, ma allo stesso tempo risulta essere anche quella più redditizia.

I baby influencer oggi riescono a sollevare numerose polemiche. In tanti infatti accusano i genitori di utilizzare i propri bambini per guadagnare dei soldi, mentre solo i follower più affezionati sostengono la loro scelta.

Inoltre è da prendere in considerazione che i bambini fino a 13 anni non potrebbero nemmeno avere un profilo social, ma da YouTube a Instagram ne esistono a centinaia.

Sono proprio i baby influencer i protagonisti della vendita online. Fin da piccoli si lasciano fotografare con i prodotti che devono pubblicizzare, ma sono anche bravi a realizzare dei video per spiegare ai propri follower come si montano dei giocattoli oppure in che modo hanno scelto determinati vestiti.

Il successo dello shopping online

Il potere del marketing online è nelle loro mani. A fiutare questo affare è stato l’agente Paul Desisto che ha lavorato con alcune star dei reality come Carly Waddell e Jade Roper. Per Desisto negli ultimi anni gli acquisti su Instagram sono stati i protagonisti del mercato ma allo stesso tempo si è rivelato vincente anche il modello direct-to-consumer.

Desisto infatti parte dalla teoria che un influencer anche se ha 100.000 follower su Instagram non si rivolge a tutte donne incinta e specifica:

“Se sei una piccola azienda o se stai lanciando un prodotto per una madre che sta per avere un bambino, sei un po’ limitato nella quantità di influencer con cui puoi lavorare. Quindi il tutto risulta un po’ complicato perché il pool di talenti è molto limitato”.

Di conseguenza viene fuori che il modello direct-to-consumer funziona molto bene anche per i prodotti per la maternità. Al riguardo Desisto ha specificato che:

“I prodotti pubblicizzati non sono economici, ma sono redditizi. Ogni singolo marchio con cui parlo e che si occupa di maternità va dritto verso il consumatore”.

In effetti il modello di business direct-to-consumer abbassa i costi sia per l’azienda che per i suoi clienti. Risulta essere molto costoso avere spazio sugli scaffali dei negozi per bambini. Le future mamme quindi rischiano seriamente di non vedere questi prodotti DTC mentre passeggiano per i corridoi dei negozi e per questo motivo bisogna fare in modo che acquistino il tutto mentre sono impegnate a scorrere i loro feed sui social.

L’influencer marketing consente di lavorare molto velocemente e le aziende possono quindi vedere i primi risultati in tempi brevi. Un nuovo marchio può sfruttarli per crescere in breve tempo, ma l’importante è che le aziende siano disposte ad investire molti introiti sugli influencer più adatti.

Uno dei marchi che è cresciuto molto nell’ultimo periodo è Ava, un braccialetto di monitoraggio della fertilità e dell’ovulazione. La società infatti ha deciso di collaborare con alcuni influencer di Instagram e YouTube grazie ai quali è riuscita ad ottenere una serie di finanziamenti per la sua strategia di marketing influencer.

In effetti Ava ha dato vita a delle partnership di successo.

Baby influencer e star di YouTube

Non ci sono solo i bambini influencer che hanno ormai acquisito il potere della vendita online. Su YouTube infatti sono centinaia i bambini che realizzano video anche comici. Sono questi le nuove star della rete che sono stati in grado fin dalla tenera età di stringere collaborazioni importanti.

Un esempio è il caso di Katie Stauffer, le cui figlie gemelle Emma e Mila sono diventate famose per i video in cui i bambini piccoli si impegnano in conversazioni divertenti.

Questo ha permesso a Katie di lasciare il suo lavoro perché grazie ai video realizzati dalle figlie è riuscita ad ottenere collaborazioni con Amazon, Nest, Macy e altre importanti aziende.

Altri piccoli vengono scelti dalle aziende per via del loro aspetto estetico. In questo caso l’essere esteticamente piacevoli attira le persone a scegliere un prodotto per l’infanzia.

La dura vita delle aziende con l’influencer marketing

Per le aziende non è mai facile studiare una strategia di influencer marketing. Al riguardo infatti ci si può porre una serie infinita di domande.

Un’azienda come fa a sapere quando una star vuole avere una gravidanza? I bambini fino a che età suscitano l’interesse dei follower? Come si fa a convincere i genitori a far diventare il proprio figlio un baby influencer? Esistono delle ricerche per capire quali sono le star che vogliono formare una famiglia? Agli influencer piace veramente il prodotto pubblicizzato?

Tutto questo rientra in un business un po’ complicato. Alcuni brand fanno delle ricerche per trovare l’influencer giusto e allo stesso tempo provano a capire fino a che punto gli piace possa piacere il prodotto. Bisogna inoltre considerare che spesso sono proprio gli stessi influencer a informare l’azienda della loro intenzione di avere un figlio. Il team creativo poi dovrà scegliere cosa e chi far comparire nell’immagine, mentre il vip di turno verrà pagato per il singolo post in base al numero dei propri follower.

Come vengono tutelati i bambini influencer

Per esempio i modelli e i baby attori sono tutelati dalla legge in merito a condizioni di lavoro, ore e pagamenti, ma per i social non accade la stessa cosa. I bambini che appaiono nei post Instagram sponsorizzati non vengono tutelati dalle stesse leggi dei baby colleghi del mondo dello spettacolo tradizionale.

Non a caso si consiglia agli influencer di parlare sempre con un avvocato per assicurarsi che vengano rispettate tutte le leggi quando sono presenti i bambini nelle loro foto o video, E’ necessario infatti rispettare le leggi pubblicitarie e la legge sulla protezione della privacy online dei bambini, ma allo stesso tempo bisogna anche capire se il bambino viene considerato come un modello. I bambini influencer devono essere pagati solo ed esclusivamente per l’attività svolta, mentre devono essere i genitori a gestire la loro retribuzione e le tasse.

Nel corso degli ultimi anni è nato però un nuovo fenomeno. Sono sempre in aumento infatti gli influencer che usano i loro figli in messaggi sponsorizzati piuttosto che per pubblicità indirizzate ai bambini. Spesso non è facile trovare genitori che siano disposti a tutelare in ogni modo la privacy dei propri figli.

Gli influencer vogliono usare i bambini?

Abbiamo detto in precedenza che per un’azienda non è facile trovare un influencer intenzionata a diventare mamma, ma c’è anche un altro problema da affrontare. Oggi esistono anche gli influencer che sono molto sensibili al tema della maternità e che di conseguenza si pongono mille domande prima di accettare la proposta di un’azienda.

Alcune infatti vogliono proteggere la privacy della propria famiglia, altre vogliono concentrarsi totalmente sulla maternità, mentre altre ancora temono di essere accusate di sfruttare i propri figli. L’influencer infatti già conosce tutti i lati oscuri del proprio mestiere e per questo motivo tende anche a voler proteggere la propria famiglia.

La veridicità dei post pubblicati è fondamentale anche per la credibilità di un influencer. In questo modo infatti si provvede a tutelare in automatico la propria persona e tutti coloro che sono presenti nelle immagini pubblicate in rete.

I follower di conseguenza tendono ad essere gentili e rispettosi senza sollevare polemiche inutili. Alcune influencer, che raccontano anche la vita dei figli attraverso i blog, sono riuscite ad ottenere collaborazioni anche con la Disney.

Il segreto è promuovere uno specifico prodotto in modo divertente, evitando di sottolineare la forzatura di una sponsorizzata. Intanto l’interesse è rivolto soprattutto ai bambini di 2 e 4 anni.

I bambini influencer infatti vengono seguiti anche dai loro coetanei, soprattutto su YouTube.

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