Dalla SEO al PASO – Google tra intelligenza artificiale e ricerca vocale

Il panorama della ricerca su internet cambia dopo l’arrivo di Google Assistant

Dovremo dire addio alla vecchia SEO con l’arrivo del PASO? Google sembra sancire il passaggio di consegna. Vediamo in questo articolo tutte le potenzialità della ricerca vocale del Google Assistant.

È ormai noto a molti come pochi giorni fa i dirigenti di Google siano saliti sul palco per annunciare il lancio di una nuova serie di prodotti e accessori. Si tratta di telefoni, pc, videocamere, auricolare e strumenti VR appartenenti alla linea denominata “Made by Google”, strumenti tecnologici di ultima generazione che portano sul mercato la novità assoluta del Google Assistant.

A spiegare il motivo per il quale Google Assistant rappresenta un fondamentale passo in avanti nel mercato dei dispositivi smart ci ha pensato Rick Osterloh, Vicepresidente degli Hardware a Google, il quale, durante la cerimonia di presentazione ha dichiarato che:

“Non sono gli hardware di per sé a poter compiere quel grande passo in avanti nell’esperienza del consumatore. Quello che conta più di tutto sono i futuri sviluppi dell’intelligenza artificiale, lì dove hardware e software si combinano”.

Le parole di Rick Osterloh rappresentano senza dubbio una verità che era già stata espressa e in parte esplorata da altri brand, in passato. Il grande cambiamento consiste nel fatto che questa pare sia la prima volta che esca sul mercato un prodotto virtualmente in grado di conversare e rispondere alle domande degli utenti, senza quelle sbavature e difficoltà nella comprensione del linguaggio che ti fanno alzare le spalle e pensare: “In fondo, è solo una macchina”.

Dunque, se stavate pensando ad una nuova versione di Siri vi sbagliate di certo. Google Assistant promette di essere impeccabile e quanto di più vicino ci possa essere sul mercato all’Intelligenza Artificiale.

Andando ad esplorare nei particolari le funzioni del Google Assistant, la ricerca personalizzata è sicuramente una caratteristica che salta agli occhi. Google promette di diventare davvero personalizzato, offrendo agli utenti solo quelle scelte che si rifanno verosimilmente alla loro identità (per lo meno, a quella virtuale), ed il tutto tramite una semplice e veloce ricerca vocale su uno dei loto telefoni Pixel 2, Pixel Buds, o sui Google Home.

Immaginate quindi di essere comodamente seduti sul divano e domandare alla vostra piattaforma Google Home di consigliarvi il posto migliore dove mangiare una pizza quella sera: Google Assistant vi fornirebbe probabilmente un numero di scelte che variano da 1 a 4 opzioni, e questo significa non solo una grande precisione del Google Assistant nella personalizzazione dei risultati, ma anche un altissimo traffico per quei siti che sono apparsi tra i risultati di ricerca. Immaginate questo scenario ipotetico moltiplicato per i 3 miliardi e mezzo di utenti che effettuano ricerche su Google ogni giorni, e avrete una vaga idea delle cifre di cui stiamo parlando.

Logo di Google Assistant

Google Assistant: Dalla SEO al PASO

Questa ricerca vocale personalizzata ha poi dato origine al termine PASO (l’acronimo di Personal Assistant Search Optimization), che andrà dunque verosimilmente a sostituire la vecchia SEO, con la grande differenza che se con l’utilizzo della SEO un’azienda che aveva fatto bene i compiti poteva posizionarsi nella prima pagina tra i risultati di ricerca, con grande probabilità di essere notata dall’utente, adesso il numero dei risultati si restringe notevolmente.

I risvolti tecnici di questo cambiamento nella ricerca ottimizzata dai vecchi SEO ai nuovi PASO sono complessi e colpiscono soprattutto i brand, i quali dipartimenti marketing dovranno riunirsi e ricominciare a lavorare seriamente ad una strategia PASO, proprio come avevano fatto in passato per la loro strategia di SEO, avendo a che fare con uno strumento (quello appunto della ricerca ottimizzata PASO), ai più sconosciuto e ai molti poco compreso.

Oltre che lavorare ad una strategia di marketing, i brand dovranno anche darsi da fare per entrare a far parte loro stessi del nuovo sistema Google Assistant. Quale marca, alla fin dei conti, perderebbe l’occasione di poter conversare privatamente con i propri clienti, entrando direttamente e unicamente nelle case degli utenti interessati per fornire un’introduzione personalizzata sui loro prodotti ? Google lo sa bene, ed è per questo che ha sviluppato, parallelamente a Google Assistant, un’altra piattaforma chiamata Actions on Google, la quale permetterà ai singoli brand di ricavarsi uno spazio personalizzato di conversazione e ricerca.

Grazie ad Actions on Google, Google Assistant permette infatti ai suoi utenti di prenotare un posto al cinema, ordinare del cibo cinese take away oppure di comprare una maglietta, il tutto tramite una semplice conversazione con il brand stesso. Le aziende dovranno dotarsi di uno sviluppatore Google Assistant per mettere a punto le loro proprie applicazioni su Actions on Google, e poter dunque essere presenti sulla piattaforma utilizzando a pieno la nuova funzione di conversazione per interagire con i clienti, presentare loro il concetto del brand e incassare ordini sui prodotti.

Se Actions on Google sembrerebbe ancora fantascienza per il mercato italiano, in realtà negli Stati Uniti alcuni brand hanno già compreso l’importanza ed il valore di questo cambiamento di rotta, investendo grandi somme di denaro per lo sviluppo delle loro “Actions”, e permettendo così a Google di visualizzare tra i primi risultati di ricerca quelli considerati più utili per il cliente stesso.

Google Assistant pagamenti
Si potranno anche generare i pagamenti tramite Google Assistant

Tra le aziende pioniere nel campo dei PASO e delle Actions on Google possiamo menzionare le seguenti:

Kayak: Sicuramente la prima azienda ad intuire il potenziale del nuovo strumento di ricerca Google, Kayak è anche uno dei brand più attivi sul campo da questo punto di vista. Tramite i suoi servizi, i clienti possono prenotare il loro aereo o l’hotel ovunque nel mondo, il tutto semplicemente tramite una conversazione.

Parola d’ordine: Ai clienti basterà entrare nell’applicazione e dire “Ok Google, parla con KAYAK”, per iniziare la loro conversazione personalizzata e prenotare la loro prossima destinazione dei sogni.


Wall Street Journal: uno dei primi giornali online che permettono agli utenti di cercare tra le notizie tramite la funzione di conversazione Google.

Parola d’ordine: in questo caso il cliente potrà dire “Ok Google, chiedi al Wall Street Journal delle ultime news” per ascoltare le ultime notizie del momento direttamente dal loro dispositivo mobile.


– PGA Tour: i clienti di quest’agenzia di golf ora possono cercare notizie personalizzate sui loro tornei di golf preferiti tramite le Actions on Google.


– Jonnie Walker: anche il wiskey ha deciso di entrare a far parte della schiera delle actions, ed ora grazie alla sua applicazione gli utenti vengono guidati dalla voce di Mister Walker nella preparazione di cocktail e nella scoperta dei segreti che stanno dietro alla produzione del wiskey.


Pare dunque che grazie a questa ultima innovazione Google si andrà a schierare in prima linea di fianco ad Amazon, Facebook ed Apple nella lotta di mercato sulla personalizzazione dei risultati e sulle conversazioni in tempo reale.

Ma se da una parte risulta ancora troppo presto per dare un giudizio finale su chi vincerà la più grande fetta di mercato, quello che sappiamo ad oggi con sicurezza è che Google vanta un’esperienza ventennale come motore di ricerca e dunque comprende, forse meglio di qualunque altra piattaforma, tutti gli aspetti del significato stesso dell’azione di ricerca.

Se la sua carta sarà quella vincente, questo è ancora da scoprire. Nel frattempo mettiamoci comodi, Google Assistant è già in Italia e non vediamo l’ora di provarlo.

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