Team Work e Agile: raggiungere obiettivi comuni

Il raggiungimento di un obiettivo comune

Un grande uomo d’affari come James Cash Penney nei primi anni del Novecento scriveva:

Il miglior lavoro di squadra proviene da persone che lavorano in modo indipendente ma che collaborano per raggiungere un obiettivo comune

Nel team conta moltissimo la motivazione:  la grandezza del risultato è proporzionale alla partecipazione delle persone coinvolte.
La metodologia agile può aiutarci nel team work? Certo!
L’agile aiuta a valorizzare l’apporto del singolo nel macro-quadro del lavoro di gruppo: pensiamo ai concetti di condivisione dei task, allineamento del team di sviluppo, assegnazione precisa dei compiti e report dei singoli progressi nell’ottica di raggiungere obiettivi realistici e scanditi nel tempo.

 

L’unione fa la forza!

Prendiamo ad esempio lo sport: team formati da atleti  non necessariamente straordinari possono ottenere risultati inaspettati se lo spirito di gruppo è grande e l’obiettivo sentito.
E’ il fine comune che permette la nascita di un team, visto non come insieme di individui ma come un unico gruppo coeso: pensiamo all’Islanda di questi ultimi Europei di calcio!
Andrew Carnegie diceva:

Il lavoro di squadra è dato dalla capacità di lavorare insieme verso una idea comune e di dirigere i singoli verso gli obiettivi organizzativi.

 

 

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Questo permette a persone comuni di raggiungere obiettivi di grande valore.

Ma come deve essere l’obiettivo di un team? Nel caso di un progetto software (ma anche per molti altri) potremmo dire:

– Significativo: cioè rappresentare un upgrade evidente rispetto allo step precedente.
– Preciso: ovvero dai confini ben delineati, feature da includere esplicitate con precisione, senza dare nulla per scontato, pena lo scatenarsi del “…e mai io pensavo…non si era detto che…” sia all’interno del team di sviluppo che verso il cliente finale.
– Programmato: con una data di riferimento precisa cui convergere, pena trascinamento del progetto.

E nello sviluppo software?

La verità è che raramente rilasciare un codice leggibile, scalabile e pulito è il carburante che -di per sé- rende vincenti. Spetta all’azienda comunicare il fine del progetto con incentivi diretti, obiettivi reali e personalizzati sull’esperienza concreta del team.
Banalmente: “Questo nuovo cliente ci consente di lavorare su piattaforme nuove e interessanti: chi vuole mettersi alla prova?“.
Oppure: “Mettiamo in pratica quanto appreso nel corso di formazione X: vediamo cosa succede se applichiamo i principi Y e diamoci una valutazione finale!“.
Insomma obiettivi reali, calati nell’esperienza reale dell’azienda e dei gruppi di sviluppo sono in grado di spronare a dare il meglio di sé.

 

I team interfunzionali e obiettivi comuni

Lo abbiamo già visto in un precedente articolo:  con “Agile” s’intendono metodi di sviluppo flessibili che consentono la formazione di gruppi di lavoro capaci di incrementare il valore del business.

>> Leggi tutti gli articoli dedicati alla metodologia agile.

Le squadre? sono inter-funzionali perché al loro interno sono presenti competenze multidisciplinari.
Ma c’è di più: i team vengono preparati per produrre valore ai fini del business e questo diventa un intento collettivo allineato alla organizzazione.
L’energia del team aumenta così come la consapevolezza delle capacità nel rilasciare un prodotto di qualità.

 

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