Troll su Twitter: che futuro gli aspetta?

I troll su Twitter sono una piaga evidente: possibile che non si possa far nulla?

Twitter ha ancora una volta annunciato che intende affrontare il problema del bullismo  sulla sua rete: è passato più di un anno dal momento dove aveva promesso di affrontare il problema, e non è cambiato nulla.

Abbiamo sentito parlare di un certo numero di persone che hanno lasciato Twitter dopo aver essersi ritrovati sottoposti ad un cecchinaggio ad opera di troll.

Il problema qui non è l’anonimato. Gli account Twitter non sono anonimi, sono pseudonimi. La società ha, a volte, identificato individui responsabili di tweet offensivi, ma Twitter deve intraprendere un’azione più decisa contro tali persone, rendendo chiaro che non sono i benvenuti.

Gli studi dimostrano che se il bullismo non è affrontato immediatamente , il bullo ( che negherà di essere un bullo ) si sente libero di portare avanti il suo comportamento, mentre le vittime potrebbero rischiare di ritenersi loro la causa del problema.
L’errore di Twitter è stato quella di cercare di stabilire i propri criteri su ciò che costituisce bullismo – spesso sulla base di una errata interpretazione della libertà di parola – piuttosto che semplicemente ascoltare le persone che si sentono vittima di bullismo. Si tratta di una politica che ha semplicemente dato ai bulli maggiore licenza di perseguire il loro comportamento offensivo e ha fatto sentire le vittime come se Twitter fosse dalla parte dei bulli.

Non abbiamo bisogno di metriche oggettive per stabilire ciò che è o non è bullismo.

L’idea che qualcuno debba sopportare insulti, sarcasmi, semplicemente perché ha un account Twitter è indifendibile. La libertà di espressione non è la libertà di insultare gli altri.

Ci sono molti modi per eliminare i troll su Twitter: uno potrebbe essere quello  di creare un parallelo Twitter, dove coloro che indugiano in cattivo comportamento sono inviati, o sviluppare un sistema di punti per cui sei espulso se abbastanza persone si lamentano delle tue attività; o in casi estremi, espulsione immediata, accompagnata da misure che rendono impossibile registrarsi nuovamente.

Twitter potrebbe anche semplicemente impiegare più persone per monitorare ciò che accade, ricordando cortesemente ai trasgressori che il loro comportamento non sarà tollerato. Probabilmente la società non ha abbastanza persone dedicate alla gestione dei reclami, tanto da dare l’impressione di essere dalla parte dei bulli.

 

Sappiamo tutti che i troll sono ovunque, ma sembra che abbiano trovato la loro casa su Twitter.

Se Twitter vuole davvero raggiungere un pubblico più ampio e evitare di diventare un rifugio di troll è costretto a stare dalla parte di quelli di noi che vogliono essere in grado di esprimere i nostri pensieri, condividere le informazioni e discutere le questioni in modo ragionevole. La società ha bisogno di capire che uno dei fattori chiave che limitano la sua crescita è che le persone sono diffidenti nel suo utilizzo per paura che se dicono qualcosa, con cui qualcun altro potrebbe non essere d’accordo, improvvisamente potrebbero trovarsi nel bel mezzo di una tempesta.

Non si tratta di correttezza politica o facile buonismo ; nessuno vuole trasformare Twitter in Gardaland: si tratta solo di mantenere un comportamento decente.

Twitter, sei ci sei, batti un colpo!