L’Ecommerce è utile? Aprirne uno conviene? Rispondiamo a queste e più domande

L’Ecommerce è una realtà in crescita, in grande crescita, ed è qui per rimanere. Ma qual è il suo significato? E quanti e quali sono le sue tipologie? Proviamo a scartabellare il vocabolario e a darne una definizione generale. Siete pronti al futuro?

Ecommerce
Fonte: Shutterstock

Qual è la definizione di Ecommerce?

Eletronic commerce, questo sconosciuto. Se c’è una parola capace di definire il nostro tempo è propria questa, o meglio ancora il suo diminutivo Ecommerce.

Secondo il vocabolario, o meglio ancora quel irreprensibile dizionario internettiano noto anche come Wikipedia, L’Ecommerce corrisponde a “qualsiasi transazione elettronica di beni e servizi, tra un utente venditore ed uno compratore“.

Uno spettro piuttosto ampio, in cui può rientrare davvero un mondo. Un mondo enorme, che l‘Ecommerce ha contribuito a creare e poi a cambiare profondamente, tanto da potersi definire senza timori di replica come una parte consistente del moderno World Wide Web.

Ecommerce infatti significa successo, significa un nuovo modo d’intendere i rapporti tra utenti di sul web e la stessa idea di commercio.

Ecommerce significa velocità, disponibilità, immediatezza. Non più o non solo il negozio fisico, ma un bazar aperto 24 ore su 24 senza alcun limite.

Non è un caso che a dare una grossa spinta al boom siano stati i dispositivi mobili, che ormai concorrono al 70% dell’intero traffico commerciale online. E non è casuale nemmeno che siano stati proprio i social network, l’altra grande faccia delle ultime rivoluzioni telematiche, a dare una grossa spinta ad una crescita di tali dimensioni.

Nel secondo semestre del 2017 infatti Facebook ha raccolto dalle pubblicità pubblicate più di 9 miliardi di dollari, con un incremento del 46% rispetto a dodici mesi prima.

Non meno importante il successo crescente di piattaforme ad hoc come Shopify, a sua volta capace di generare ingenti traffici di beni e persone, che ormai si rivolgono al Commercio Elettronico come parte pienamente integrata nelle loro abitudini di shopping.

Ecommerce, semplicemente. Una realtà che è qui per restare e che può solo crescere, almeno a sentire diversi addetti ai lavori. Le previsioni vedono infatti la quota degli acquisti online vicina al 17% di quelli complessivi già nel 2022, con un segno verde al momento inesauribile.

Cosa chiedere di meglio, al futuro?

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fonte: Relevantonline.eu

Tipi e classificazione di Ecommerce. Un Riassunto.

Ok, abbiamo capito quanto può essere importante il Commercio Elettronico per il nostro lavoro, per il nostro tempo libero, per la nostra vita.

Ma esistono delle tipologie particolari di questo? Possiamo classificare l’Ecommerce? E in che modo?

In realtà sì, esistono dei “generi”, definizione forse impropria ma efficace, e vedono nel suo significato due parti fondamentali: Consumer e Business. Il consumatore e la realtà aziendale, il singolo utente e il soggetto più grande.

Non per nulla parliamo di Ecommerce Business to Business (B2B), quando ai due estremi del tavolo metaforico siedono due imprese, due business, che si rapportano direttamente e senza intermediari. Come un acquisto all’ingrosso, con conseguenti e possibili risparmi.

Nel caso in cui ad interfacciarsi sono un Business ed un consumatore allora parliamo della seconda tipologia, del Ecommerce Business to Consumer (B2C). Un’impresa, una sigla, un dominio, che si rapporta al singolo utente e conclude con questo la transazione. Questo può ritenersi il vero Ecommerce, quello più vicino allo spirito autentico del termine, senza nulla togliere alle altre forme.

Consumer to Consumer (C2C), lo dice anche il nome, vede il rapporto immediato tra i due consumatori. Il Mercatino delle pulci trasposto nel web, per consentire al navigatore in transito di chiudere l’affare direttamente con un suo pari, senza filtri di sorta.

Esisterebbe poi un altro tipo, che non è proprio Ecommerce ma può esserne considerato una parte: l’home banking. Anche in questo caso abbiamo la possibilità di gestire acquisti e vendite direttamente dal proprio pc, come una banca casalinga appunto.

Però c’è sempre una mediazione, spesso non così immediata, per cui si tende a far rientrare nella famiglia del Commercio Web solo le prime tre forme.

Un mondo grande, non trovate?

 

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fonte: Evolve Design

Ma qual è l’utilità di un Ecommerce?

Esistono domande che non hanno risposta. Chi siamo, dove andiamo, che ci facciamo qui… Queste sono le più classiche.

Ma per altre sicuramente il problema non si pone. Ma alla fine a cosa serve l’Ecommerce? Ecco, in questo caso la risposta è immediata, ed è un bel si.

I benefici possono essere tanti, e “lunghi” da elencare. L’Ecommerce permette di risparmiare su quelle che sono le spese di gestione di un negozio vero, sugli scaffali, sulle sistemazioni, sulla cura “materiale” del luogo. E’ veloce, immediato, ugualmente sicuro, e consente di superare barriere geografiche e personali altrimenti insormontabili.

In poche parole investire nell’Ecommerce non è mai una perdita, sia di tempo che di denaro.

Per le aziende significa rapportarsi con platee più grandi, con possibilità di influenza e diffusione molto più alte che con un normale store.

Per il consumatore vuol dire invece la potenzialità di prendere in mano il proprio shopping, di avere sempre opzioni d’acquisto diverse, di comparare prezzi e qualità ed infine di scegliere per il meglio.

Prendiamo per esempio un televisore. Possiamo cercarne uno su Craiglist, compararlo se ne troviamo uno con un equivalente su Marketplace, fare un giro su Facebook, lanciare l’occhio ad Amazon, Ebay, Alibabà e tanti altri.

Possiamo cercarne uno vicino od uno lontano, geograficamente parlando, di una marca o di un’altra, di una dimensione o di diverse. Non ci sono limiti alle possibilità, se non la propria fantasia.

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fonte: Entrepeneur.com

Considerazioni finali

Quindi sì, ne vale la pena. L’Ecommerce merita tutta la vostra attenzione, che siate business o consumer, e potrà darvi grandi soddisfazioni.

Tenete però a mente una cosa: informatevi. Seguite le ultime tendenze, tenete d’occhio le ultime dinamiche, perché potrebbero interessarvi direttamente.

L’Ecommerce, come il Web, è fluido, in continua mutazione. Cercare di seguirne l’onda è fondamentale, anche per chi ha un negozio “reale”, per capire che da quello che succede in rete si può comprendere molto di dove va il consumatore.

Per cui, cari lettori, date retta a noi di Nextre, che qualcosina ne mastichiamo: l’Ecommerce è molto importante. Ma abbiatene cura.