Big data e televisioni: ecco come i telespettatori influenzano la programmazione dei palinsesti

Oramai è risaputo che sia i Big Data che le televisioni influenzano la programmazione dei palinsesti. Essendo in tempo di crisi, i dati rilasciati sulle influenze rilasciate dai telespettatori sono oro che luccica.

Per questo motivo le televisioni ed enti analoghi stanno coccolando i telespettatori, cercando di metterli al primo posto, considerando i loro “bisogni televisivi”. I big data segnalano quanto i telespettatori desiderano vedere determinate trasmissioni ed è per questo che questi risultano di fondamentale importanza.

Big Data e televisioni: la collaborazione tra Sky Italia e H-Farm

Considerando gli ultimi periodi di crisi, Sky ha deciso di collaborare con H-Farm per cercare di risalire ai dati sugli ascolti e vendite in linea generale. Le strategie industriali adottate da questi due enti prevedono un “utilizzo consapevole dei Big Data”, stando alle loro parole.

Questo significa che le strategie interne non riguardano personali opinioni su come ri-sviluppare il mercato televisivo autonomamente, bensì su come basarlo in base ai bisogni dei clienti.

Tenendo di conto che i dati parlano chiaro, nessun tipo di strategia personale può risolvere il fatto che gli utenti desiderano un servizio o un altro. In fin dei conti, sono i telespettatori a decidere per una buona percentuale.

Ad esempio, le olimpiadi invernali di Pyeongchang non verranno trasmesse, semplicemente perché i Big Data segnalano che non risultano di grandissimo interesse per i telespettatori (considerando inoltre il fuso orario poco accessibile).

Insomma, i Big Data garantiscono parametri fondamentali da non sottovalutare se si desidera fare una strategia televisiva corretta. Sky ne è perfettamente consapevole e dà pieno appoggio ai telespettatori.

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Big Data e Televisioni in periodi di crisi

Considerando gli ultimi appunti sui Big Data e sulle televisioni in generale, sembra che il mercato delle analytics sia aumentato del 22%, arrivando fino a più di un miliardo di euro (stando ai risultati dell’Osservatorio Big Data Analytics del Politecnico di Milano).

Duccio Vitali, ovvero l’amministratore delegato dell’azienda Alkemy (primo digital enabler italiano) ha puntualizzato che “Perché le aziende possano vedere i risultati del digitale sul conto economico, è necessario ripensare completamente il modello di business, cosa che ad oggi poche imprese hanno fatto.”

Detto questo, le aziende che hanno maggiormente compreso questo punto di vista sono i cosiddetti colossi digitali come Facebook, Google, Amazon, Netflix e Apple (abbreviati anche in “Faang”).

Big Data e Televisioni nell’industria

Sostanzialmente, i Big Data e le televisioni analizzano i risultati finanziari solamente al termine di un determinato processo di analisi. Inoltre, oramai il digitale è incluso in una strategia societaria e non è permesso sottovalutare la potenza di internet e di tutto il suo mondo digitale.

Sembra però che gran parte delle aziende televisive non abbiano colto questo punto, risultando leggermente immature sotto questo punto di vista. Ciò che si necessita è captare i dati fondamentali e reindirizzarli in nuove strategie.

Quest’ultimo è il punto di vista principale di Sky Italia e H-Farm. La collaborazione si concentra infatti sulla visualizzazione dei dati e di quanto sia importante rendere informazioni recuperabili da gran parte dei cosiddetti stakeholder (soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in progetti aziendali).

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Strategie di Sky e H-Farm per l’utilizzo dei Big Data

I Big Data sono quindi di fondamentale importanza e questo lo conferma la collaborazione fra Sky e H-Farm. Nell’headquarter a Milano, una cosiddetta “war room” è stata creata. Tale stanza è un luogo dove gli stakeholder possono interagire con i dati in questione tramite superfici interattive.

Così facendo, è permesso loro di usarli immediatamente per elaborare nuove strategie di marketing, non solo per la televisione ma anche all’interno della collaborazione stessa.

L’altro progetto iniziato all’interno della collaborazione fra Sky e H-Farm riguarda l’utilizzo dei Big Data per proporre contenuti. Così facendo, i dati vengono analizzati e scelti appositamente per progettare nuovi contenuti televisivi.

In un mercato dove ormai la PayTv non sta funzionando (considerando che gli abbonamenti sono calati notevolmente), rivedere le proprie strategie di marketing considerando i Big Data è diventato necessario.

I telespettatori sono quelli che controllano le trasmissioni televisive e non più viceversa. Tuttavia, comprendere i Big Data ed utilizzarli al meglio non è di certo un impresa facile. Cambiare le strategie di mercato televisivo sta diventando sempre più complicato a causa della “potenza” raggiunta dai telespettatori.

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