Quali sono le differenze tra Java & C++

Da C++ in direzione Java

Il buon vecchio C++

Se davvero è arrivato il momento di abbandonare la strada vecchia per quella nuova, è bene sapere cosa, in effetti, stiamo lasciando. Quello di C++ è un linguaggio semplice, completo e object oriented. Inoltre, racchiude in sé un numero cospicuo di gadget importanti che hanno sempre svolto il loro compito con efficienza e dignità. Approcciandosi al mondo Java, un progettista C++ con buon livello di preparazione ed esperienza non troverà particolari difficoltà nell’apprendere il linguaggio di implementazione.

Come sempre, in questi momenti di transizione, creare un’architettura completa e flessibile, con relativo paradigma concettuale di base, sarà lo scoglio più difficile da aggirare. Difficile ma non certo impossibile. Le differenze tra Java & C++ sono essenzialmente di tipo sintattico, di architettura e di struttura.

Differenze tra Java & C++: sintassi e struttura a confronto

Le differenze sintattiche, architetturali e strutturali impattano fortemente sul futuro di un’applicazione in termini di definizione, di progettazione e di sviluppo. La sintassi di Java è molto somigliante a quella C++. Si tratta di un’analogia pesante e rilevante che, in molti casi, riesce ad accorciare sensibilmente i tempi di sviluppo migliorando la qualità del codice elaborato.

Molto più marcate riguardo alla performance sono le differenze di struttura. È ampiamente condiviso che, sotto questo punto di vista, Java consente di fare facilmente ciò che in C++ è difficile e costoso. Ad esempio, con solo poche righe di codice si possono creare più thread di esecuzione. Altrettanto può essere detto per la distribuzione in rete di un eseguibile o per linkare il codice al runtime che, per la maggior parte degli sviluppatori, rappresenta un gioco da ragazzi.

differenze tra Java & C++

Di contro, in Java, dobbiamo scordarci di poter eseguire alcune di quelle operazioni che ci hanno fatto risparmiare tempo, energie e denaro come l’overloading degli operatori, la creazione di template, l’ereditarietà multipla e i puntatori a funzione. Croce e gioia dei neofiti delle varie scuole di pensiero, in Java non esistono i puntatori: gli oggetti sono tutti dinamici.

Java: un linguaggio ad oggetti indipendente dalla piattaforma

Le classi, in Java, sono dei prototipi di oggetti, delle strutture dati che ne definiscono caratteristiche e funzionalità. Una volta instanziata, una classe crea un oggetto, cioè una variabile che racchiude in sé tutte le caratteristiche della classe dalla quale si è evoluto. La definizione di Java come “Linguaggio ad oggetti” scaturisce da questo tipo di operatività. D’altro canto, si parla di java come linguaggio indipendente dalla piattaforma in quanto la compilazione delle sorgenti avviene in un codice, che è denominato Bytecode, diverso dal linguaggio macchina.

All’esecuzione, il programma viene interpretato da uno strumento virtuale chiamato Java Virtual Machine (JVM). Il programma è quindi legato alla JVM invece che al sistema operativo o alla macchina con cui è stato compilato. Quello di Java può essere definito come un linguaggio interpretato. Ne deriva che, all’esecuzione di un programma, il computer si trova ad eseguire una quantità di istruzioni-macchina esorbitante, oltre il doppio di quelle che dovrebbero essere eseguite se il medesimo programma fosse nato in C. La lentezza in esecuzione è un fattore da non sottovalutare.

Dopo aver appreso le differenze tra Java & C++, chiedete a Nextre quale linguaggio risulta più idoneo per sviluppare il vostro progetto

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