Gli errori più comuni che si commettono quando si inizia a programmare

I consigli del nostro CTO Moreno Mazzoni

Anche nel settore dello sviluppo, come in ogni ambito lavorativo, per acquisire esperienza e sviluppare competenze professionali di alto livello è inevitabile commettere degli errori lungo il percorso, soprattutto agli inizi della carriera. L’importante è imparare da ognuno di essi.

Ma quali sono gli errori più comuni che un programmatore potrebbe commettere all’inizio della sua carriera?

Lo chiediamo direttamente al nostro CTO, Moreno Mazzoni.

Moreno vanta più di vent’anni di esperienza nel settore della programmazione e ha alle spalle una carriera brillante e di successo. Se sei un giovane sviluppatore e stai iniziando a muovere i primi passi in questo settore, i suoi suggerimenti e consigli potranno rappresentare un valore davvero prezioso per te.

Cominciamo subito.

Moreno, quali sono gli errori più comuni che anche tu hai commesso quando hai iniziato ad affacciarti al mondo della programmazione? E quelli che vedi commettere più facilmente ai giovani che lavorano con te?

Sicuramente uno degli errori che ho commesso, ma che noto anche nei giovani che lavorano con me in Nextre, è quello di iniziare a scrivere codice senza pensare a quale sia effettivamente l’obiettivo finale. Perché come si dice:

tutte le strade portano a Roma ma non è detto che tutte le strade siano la più comoda per arrivare a Roma.

Gli altri errori che spesso vengono commessi da chi è alle prime armi in questo settore sono secondo me dovuti alla vergogna, ovvero i ragazzi hanno timore a chiedere consiglio a persone più esperte di loro. E questo è sbagliato. Siete giovani, state imparando e proprio per questo non dovete avere paura di chiedere aiuto: chiedere aiuto è indispensabile per riuscire a crescere professionalmente. Confrontarvi con una persona più esperta vi permette di imparare cose che ancora non conoscete o perlomeno, se già le conoscete, vi permette di trovare il modo più corretto per farle.

Questi sono i due errori più comuni che vengono commessi dai giovani e su cui li invito a riflettere e a lavorare. Poi ovviamente ce ne sono molti altri dovuti all’inesperienza, ma sono variegati e non hanno una via univoca per essere definiti.

Prova a farci un esempio, quale potrebbe essere il più comune di questi?

Ok, questo lo chiamo errore ma non è di per sé un errore vero e proprio ed è la mancanza del senso della pianificazione del tempo.

Non siete più a scuola, non state più studiando e se vi viene detto che per fare un’attività sono necessari tre giorni non potete valutarla con un tempo vostro. Quando siete in un ambiente lavorativo non potete decidere voi quello che bisogna fare o le tempistiche con cui dev’essere fatto.

Proviamo ora a entrare più nel dettaglio e a spiegare perché è necessario non sottovalutare questi errori. Partiamo dall’inizio: perché è importante scrivere un codice con metodologia?

Scrivere un codice senza pensare significa dare vita a un prodotto che probabilmente sta in piedi ma che non è stato pensato per il medio-lungo periodo, ovvero per subire modifiche o ottimizzazioni di performance.

È sempre opportuno, prima di iniziare a scrivere, fare un’analisi della struttura del codice. E questo non significa fare un’analisi funzionale, ovvero di quello che il cliente ha chiesto -quello si dà per scontato che è chiaro o che comunque qualcuno lo abbia già fatto – ma significa chiedersi: come faccio a scrivere bene il codice? Questa applicazione che sto facendo avrà delle evoluzioni? Quanto potrà essere modificata in futuro? Sarà facile da mantenere?

Questi sono fattori importanti da tenere in considerazione quando si programma, perché un codice scritto bene ti permette di avere una manutenzione evolutiva semplice ed efficiente. Il codice scritto alla buona e rivisto più volte – perché finisce sempre così quando non si pensa prima di scrivere – chiaramente avrà una manutenzione evolutiva di tutt’altro tipo e genererà tutta una serie di problematiche che andranno poi affrontate e risolte.

errori programmazione
I diversi linguaggi di programmazione

E riguardo al chiedere aiuto, perché è sempre consigliato?

L’importanza del chiedere aiuto si aggancia sempre al discorso del codice. Chiedere aiuto vi permette di parlare con persone che hanno già commesso quegli errori e quindi, di conseguenza, vi aiuta a scrivere codici migliori. E soprattutto vi permette di capire qual è l’approccio migliore da utilizzare.

Ho a che fare tutti i giorni con giovani programmatori – in Nextre abbiamo anche un’Academy totalmente dedicata a loro – e li vedo spesso inciampare in errori dovuti all’inesperienza. Senza chiedere aiuto, però, non riescono a uscirne. Quando si rivolgono a me, infatti, non solo suggerisco loro il modo migliore di fare quella cosa, ma li aiuto anche a capire come affrontare o risolvere un problema in cui io sicuramente sono già incappato.

Quando sorge un problema di solito i giovani soffrono l’ansia da prestazione e non riescono a trovare una soluzione. Chiedere aiuto a una persona più esperta vi agevola anche in questo: vi insegna ad affrontare il problema e a tirarvene fuori, oltre a fornirvi delle conoscenze ulteriori.

E invece riguardo alla pianificazione del tempo, perché è importante?

La gestione del tempo è un problema soprattutto nelle prime fasi di lavoro, in cui di solito si incontrano due tipologie di persone. Ci sono quei giovani che cercano di essere più veloci rispetto al tempo assegnato per mettersi in evidenza e quelli che pensano che il tempo dato sia opinabile o a loro discrezione. Nel primo caso potrebbe sembrare una situazione positiva, peccato che se l’essere più veloci significa fare le cose male allora non è un metodo che bisogna adottare. Nel secondo caso, invece, finisce sempre che ci si trova a ridosso della data di rilascio e il lavoro non è ancora finito. E quindi bisogna recuperare lavorando la notte- immaginate come può essere faticoso per un programmatore alle prime armi!

Ricordatevi sempre: se vi viene assegnato un tempo è perché quel tempo è ritenuto corretto per fare le cose bene.

Ok, adesso che abbiamo visto alcuni degli errori più comuni che si possono commettere quando si inizia a programmare, c’è qualche altro consiglio che vorresti dare ai giovani sviluppatori?

Il mio consiglio per i ragazzi che si avvicinano al mondo della programmazione, o che comunque vogliono avvicinarsi a questo mondo, è semplice: approcciate sempre le cose con metodo. Ogni progetto, ogni lavoro, ogni attività ha i propri metodi. Non arrivate come dei guerrieri all’assalto, cercate piuttosto di approcciarvi in modo tranquillo. E poi chiedete, chiedete, chiedete. Non abbiate mai paura a chiedere, perché se vi trovate in un ambiente dove chiedete e non ottenete risposta il problema non siete voi.

Non abbiate paura a lavorare con attenzione o a sentirvi parte di un team ed esigere da questo che vi ritenga parte di esso. Solo così potrete iniziare a crescere e ad arrivare fin dove le vostre capacità vi potranno portare.