Le preferenze per i siti web: quali sono le piattaforme più usate?

Al giorno d’oggi si potrebbe pensare che i social siano tutto, ma forse in molti si dimenticano dell’importanza dei siti web, vetrine davvero essenziali per chi svolga un lavoro per il quale sia necessario farsi conoscere ed apprezzare sempre da nuovi clienti.

Se i social network hanno sicuramente dei format prestabiliti, sembra possibile individuare questa tendenza anche nella realizzazione dei siti web.

Ci si potrebbe chiedere, in particolare, quali siano le piattaforme più utilizzate per la loro realizzazione e per quali motivi esse vengano scelte.

WordPress, l’egemonia nella gestione dei siti web

Chi lavori nel campo della promozione, e chi si occupi della costituzione di siti internet, non potrà ignorare l’egemonia di WordPress in questo settore.

Infatti, dalle ultime rilevazioni sembra che più di un terzo dei portali, del blog e dei siti aziendali siano stati realizzati proprio in WordPress.

Si tratterebbe di quasi dieci milioni di spazi presenti su internet, un numero davvero considerevole ed importante, rilevato da Alexa.

Nelle analisi sarebbe stato rilevato anche come esistano moltissimi portali ancora “vecchia maniera”: quasi il 50% di quanto viene ospitato su internet, infatti, apparterrebbe ancora al novero delle così dette pagine statiche, che, tra le altre cose, non si baserebbero su particolari sistemi di gestione dei contenuti.

In molti, soprattutto tra gli esperti del mondo informatico, hanno criticato questa somma diffusione di WordPress, in quanto andrebbe ad appiattire la creazione dei siti internet, rendendoli praticamente tutti uguali.

Infatti, tolte quelle che possono essere le caratteristiche esteriori del sito, per tutti i differenti portali la struttura fondamentale sarà sempre quella, fondata su WordPress e capace di usare quelli che sono gli strumenti messi a disposizione da esso.

le piattaforme più usate

WordPress e il confronto con gli altri Cms

Nella creazione dei siti web, ovviamente, non esiste solo WordPress, anche se questo può essere indicato, com’è già stato sottolineato, come il Cms maggiormente utilizzato.

Accanto ad esso si possono trovare Joomla, con il quale sarebbe stato creato il 3,1% dei siti internet presenti in rete. Poi, ai posti successivi si possono individuare Drupal e Magenta, che hanno percentuali inferiori a quella di Joomla.

Quelli elencati sono tutti sistemi open source, così come WordPress, diversamente da quanto accade per strumenti come Squarespace e Wix, che sono commerciali e che coprono una quota di mercato che va rispettivamente a raggiungere lo 0,9% e lo 0,5%.

Perché WordPress ha successo per i siti web?

Proprio andando a notare l’egemonia di Wordprss nel campo della creazione dei siti internet, ci si potrebbe chiedere quali siano le motivazioni in grado di farlo preferire rispetto ad altri sistemi.

Innanzitutto, si può indicare come WordPress sia molto facile da usare, essendo accessibile anche per coloro che non abbiano approfondite conoscenze informatiche.

Questo, quindi, dà la possibilità anche a chi non voglia ricorrere ad un vero e proprio tecnico di poter sviluppare in tranquillità il proprio portale.

In secondo luogo, questo Cms consente agli utenti di effettuare molte personalizzazioni, usando anche quelli che sono temi grafici e plugin che saranno stati sviluppati da terze parti, in modo da far funzionare meglio il sito web per i propri scopi.

WordPress ha anche un’ottima capacità di integrarsi rispetto alle pubblicità e a tutti quegli strumenti che possono diventare utili allo scopo di ottimizzare un portale rispetto ai motori di ricerca.

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I pericoli dell’egemonia di WordPress

Proprio per il fatto di vedere una grande percentuale di siti internet creati con WordPress si possono anche individuare alcuni pericoli legati alla sua predominanza.

Innanzitutto, un informatico potrebbe arrivare a specializzarsi solo in determinati campi e settori, smettendo di spaziare a livello delle proprie conoscenze.

Inoltre, avendo a disposizione siti tutti uguali, sia nei pregi sia nei loro difetti, i pirati informatici avrebbero la possibilità di sfruttare molto facilmente delle classiche vulnerabilità, andando a modificare i siti e anche a “sporcarli” con virus e malware.

Com’è nata la cultura di WordPress, e qual è il futuro

La cultura di WordPress ha visto i suoi albori nel 2003 allo scopo di offrire servizi differenziati agli sviluppatori.

Infatti, accanto a quello che è il classico WordPress gratuito, è presente anche una versione a pagamento, che consentirebbe di avere molte più opzioni a disposizione. L’obiettivo era quello di offrire un ottimo strumento open source, adatto sia a chi volesse fare un piccolo investimento, sia a chi non potesse permetterselo.

Il futuro per WordPress sembra essere, comunque, sempre positivo. Infatti, non si intravede la possibilità, almeno per il momento, di individuare un tramonto per questo Cms e per il suo largo utilizzo per la creazione di siti web.