Come scegliere la piattaforma di reporting e analytics

Se non puoi misurarlo, non puoi migliorarlo

La differenza tra i dati e le opinioni

Una nuova strategia di gestione non può e non deve fondarsi sull’opinione. Sia di un singolo, di un gruppo o comunemente condivisa, l’opinione è comunque soggettiva, parziale, influenzabile e non obiettiva. L’idea di opinione è nobile in molti campi del vivere quotidiano, ma non è altrettanto indispensabile ed efficace nel management di un’azienda, di qualunque tipo si tratti.

Ogni miglioramento parte da dei dati oggettivi. In tutte le metodologie, la prima fase di ogni progetto è la sua definizione. La seconda, la più importante, è la misurazione dei dati. È un momento delicato, fondamentale per il proseguo del progetto. Raccogliendo i dati si ripercorre il passato e lo si mette nero su bianco in maniera oggettiva, inconfutabile, con numeri e, meglio ancora, grafici. Solo con questi supporti si evince dove è il punto debole del processo su cui intervenire e quali sono i margini di miglioramento plausibili.

Solo in un terzo momento si analizza e in un quarto si agisce per migliorare. Il patrimonio dei dati che la rete può mettere a disposizione per ottimizzare e migliorare la gestione di un’azienda è inestimabile. L’analisi funzionale in questa ottica ha molte facce, la maggior parte delle quali, sono online.

piattaforma di reporting e analytics

Web analytics: ad ogni azienda la sua piattaforma

L’analisi funzionale riguarda molti ambiti della business intelligence. Una piattaforma di reporting e analytics analizza le statistiche Ecommerce per monitorarne le KPI, la user experience e i database dei clienti per profilarli nella maniera più esatta possibile, i CTOR, i prodotti più richiesti per ottimizzare la produzione, la brand awareness per quantificare l’impatto comunicativo online. Le piattaforme più performanti per fare questo lavoro, e altri, sono:

  • Google Analytics: gratuita, supporto 24 ore, report a prova di profano, è la più facile da utilizzare. Manualistica di preparazione ampia e approfondita. Si può implementare se necessario ed è integrabile con tutti i prodotti Google;
  • Adobe Analytics: forse la piattaforma meno user friendly e rivolta maggiormente agli esperti del settore. Per arrivare ai dati occorre avere una dimestichezza non indifferente con le logiche della piattaforma. Non facile da usare, solo per l’istallazione occorrono competenze tecniche specifiche;
  • WebTrekk: non ha la fama delle precedenti. Gli utilizzatori, pochi rispetto a quelli delle altre, la trovano valida e intuitiva nell’utilizzo. La grafica e le dashboard lasciano a desiderare per chiarezza. I collegamenti con i tool esterni sono pari a zero;
  • Kissmetric: campo di applicazione molto circoscritto. L’utenza è quella cerchia ristretta che si occupa di SaaS. In fatto di Recency, CLV e Cohort, le analisi sono approfondite e dettagliate per decifrare tassi di ritorno;
  • Pikwik: piattaforma di reporting e analytics open source. Ne parlano bene gli analisti di grande inventiva e con spirito di avventura. In effetti è versatile e personalizzabile alla massima potenza. Con molta applicazione e altrettanta pazienza, gli si può chiedere di tutto. Non è facile né intuitiva, ma lo può diventare;

Una non vale l’altra

Per scegliere la piattaforma di reporting e analytics più adatta alle esigenze specifiche di un’azienda, invece, serve un’opinione. Anzi, in questo caso, è necessaria. È indispensabile e imprescindibile, ma solo se proviene da chi ne ha le competenze e l’esperienza per stabilirlo. Perché l’una non vale l’altra. E forse, quella più adatta deve essere sviluppata.

Noi di Nextre utilizziamo le migliore piattaforme di reporting ed analytics…

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