Scopriamo i segreti di Google Tag Manager da Matteo Zambon, il fondatore di Tag Manager Italia

Oggi nel nostro blog arriva un ospite speciale, che ha deciso di dedicarci qualche ora per rispondere alle nostre curiosità. Speciale perché “Matteo Zambon” è il fondatore di Tag Manager Italia e ci svelerà qualche segreto interessante su Google Tag Manager. Come riporta lo stesso Google, GTM è un sistema di gestione tag che consente agli utenti di aggiornare, in modo rapido e veloce, i tag e gli snippet di codice, come quelli usati per analizzare il traffico di un sito, per fare un esempio.

– Ciao Matteo, grazie mille per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Vuoi spiegare agli utenti che visitano il blog di Nextre quando e perché è nata questa tua specializzazione per Google Tag Manager?

Ciao a tutti i lettori! Innanzitutto faccio una leggera presentazione: sono Matteo Zambon, ​Amministratore dell’agenzia digitale “In Risalto”, fondatore di Tag Manager Italia e Rising Star nella sezione Analytics della Community degli inserzionisti di Google Italia. Sono autore del primo libro in italiano sull’argomento, “Google Tag Manager per principianti”, tradotto in lingua inglese e best seller su Amazon della sua categoria. Da gennaio 2018 ho scritto la seconda edizione aggiornata, “Google Tag Manager per chi inizia” (il titolo è leggermente cambiato!).

Dopo aver realizzato “Al Comando”, il primo ed unico video corso in italiano su Google Tag Manager, ho creato anche il Club Tag Manager Italia, il Club degli utenti avanzati dei sistemi di Tag Management. Wow, ora che ci penso, detto così sembra davvero un bel bordello di roba.

Il mio interesse per Google Tag Manager è nato circa nel 2015, quando ho scoperto questo strumento. Inizialmente la mia era pura curiosità. Avevo sentito parlare dei Tag Management System e poi di Google Tag Manager, e la promessa sembrava allettante: riuscire a controllare la web analytics e centralizzarla in un unico punto. In altri termini aiutare chi lavora con i siti web, chi si occupa di web marketing a gestire le configurazioni della web analytics senza mettere mano al codice e senza dover interpellare gli sviluppatori.
Mi sono detto: “Perché no? Proviamolo!”. È stato amore puro! Un vero e proprio colpo di fulmine!

Utilizzando Google Tag Manager per me stesso e per i siti dei miei clienti, mi sono accorto delle grandissime potenzialità di questo strumento. Ero in grado di risparmiare tantissimo tempo (e stress!). Inoltre lo potevo delegare sia a chi conosceva i linguaggi di programmazione, sia a chi era del tutto o quasi all’asciutto sull’argomento.

Interessandomi e studiando mi sono anche accorto che non solo non esisteva un punto di riferimento italiano sull’argomento, ma anche che Google Tag Manager permette di fare molto più: può persino essere d’aiuto alla SEO, integrare tracciamenti molto avanzati e aiutarti a compiere #barbatrucchi inimmaginabili, il tutto con pochi click e in modo indipendente.

– Chi inizia ad usare Google Tag Manager per la prima volta come dovrebbe approcciarsi a questo tool?

È vero che Google Tag Manager è uno tool piuttosto semplice da usare, grazie all’interfaccia molto intuitiva e alle integrazioni native che permettono di installare tantissimi strumenti e tracciamenti inserendo pochissime informazioni, con dei modelli già predefiniti. Tuttavia per essere pienamente padroni dello strumento bisogna studiare un pochino (le magie esistono, ma dobbiamo pur sempre aiutarle a farle accadere): consiglio sicuramente di lanciarsi a capire il funzionamento base dello strumento: quindi Tag, Attivatori, Variabili e sicuramente il Data Layer.

In un primo momento potresti trovare questi concetti un po’ ostici, ma ti assicuro per esperienza – mia ma anche di altri utenti che partivano da un livello principiante – che una volta presa confidenza con questi meccanismi puoi andare via come il vento!

È per questo che su Tag Manager Italia offro supporto sia a chi parte praticamente da zero oltre che ad utenti più avanzati che sono alla ricerca di guide più complesse. E soprattutto ho scelto appositamente di esprimermi con un linguaggio semplice e accessibile a tutti, proprio perché mi rendo conto che certe volte è meglio capire i concetti in modo un po’ “parla come mangi” piuttosto che usare paroloni che poi gli utenti base non capirebbero.

Un’altra cosa che sicuramente consiglio è quella di buttarsi e utilizzare lo strumento: se leggi sola teoria, senza applicare quello che hai appreso perché hai paura di sbagliare, alla fine non imparerai mai. Per questo motivo consiglio di iniziare subito ad applicare i tracciamenti più semplici, e poi via via sarà una scalata verso l’alto. Senza dimenticare che Google Tag Manager offre dei vantaggi come la possibilità di fare un debug delle modifiche prima di pubblicarle, per controllarne l’efficacia, e ha anche una funzione di versioning che ti permette di fare roll-back a una versione precedente, nel caso in cui hai incasinato qualcosa e vuoi tornare indietro. Insomma: non c’è davvero nessun motivo per non iniziare a usare Google Tag Manager.

Poi se vuoi avere un boost nell’apprendimento ti consiglio di entrare nel Club Tag Manager Italia (https://club.tagmanageritalia.it)

– Perché Google Tag Manager può risolvere i problemi di web analytics?

Google Tag Manager è davvero una mano santa quando si parla di Google Analytics: GA non parte già con tutte le configurazioni necessarie. Spesso e volentieri, se vuoi analizzare qualcosa di specifico, dovrai applicare delle modifiche al sito e aggiungere tracciamenti. Questo prima di Google Tag Manager significava necessariamente dover immettere del codice all’interno delle pagine. Spesso per motivi vari (o per scarsa confidenza col codice stesso, o magari banalmente perché non hai accesso) non potevi implementare queste modifiche in piena libertà e dovevi rivolgerti allo sviluppatore del sito. Adesso, invece, basta installare lo strumento per poter fare tantissime magie: puoi tracciare veramente qualsiasi cosa, con fantasia, abilità e – perché no – con l’aiuto delle mie guide che puoi trovare su Tag Manager Italia.

Qualche esempio di eventi che puoi tracciare? Download di PDF, compilazioni di form, scrolling della pagina, adjusted bounce rate, errori 404, video e molto molto altro.

Naturalmente Web Analytics non è solo Google Analytics: considera che esistono tantissimi tool, come Hotjar, Pixel di Facebook o Yandex Metrica, e Google Tag Manager permette di installarli con pochi e semplici step.

– Ho letto che si possono tracciare anche gli utenti che utilizzano Ad Block… è vero?

La risposta alla tua domanda è sì! Sembra quasi impossibile ma è vero: ho scritto una guida e fatto uno speech sull’argomento al Search Marketing Connect del 2016.

Grazie a Google Tag Manager puoi persino capire quanti utenti che navigano sul tuo sito hanno installato AdBlock, e regolarti di conseguenza. Addirittura puoi tracciare chi non vuole essere tracciato e usano plugin cattivi e bruttissimi come Ghostery.

Se sei curioso trovi entrambe le guide sul mio sito di Tag Manager Italia.

– Perché Google Tag Manager risulta essere uno strumento indispensabile per chi ha un eCommerce?

Direi che in realtà chi ha qualcosa online Google Tag Manager risulta indispensabile.

Chi ha un eCommerce deve comprendere con maggior dettaglio il comportamento dell’utente all’interno del suo sito: sono tante le azioni da monitorare e Google Tag Manager ti aiuta ad analizzarle semplificando il processo. Inoltre l’integrazione con l’ecommerce avanzato di Google Analytics e il Pixel di Facebook diventa quasi una passeggiata. Riuscirai a monitorare:

  • La visualizzazione dei prodotti;
  • Il click dei prodotti;
  • La visualizzazione del dettaglio del prodotto;
  • Aggiunta/Rimozione al carrello;
  • Tutti gli step del checkout;
  • La transazione e il reso.

Ma non solo. Puoi capire il percorso dell’utente, che pagine visita, come naviga, dove la conversione tende a bloccarsi. Potresti ad esempio scoprire che la maggior parte degli utenti si fermano al momento della registrazione, perché richiedi troppe informazioni, e quindi sarebbe il caso di snellire il processo. Puoi sviscerare insomma il funnel di conversione e naturalmente utilizzare queste informazioni per migliorarlo, renderlo più fluido.

– Il tuo libro “Google Tag Manager per principianti” ha avuto molto successo, si può dire che sei il primo divulgatore in Italia di Google Tag Manager? Chi vuole partecipare ad uno dei tuoi eventi cosa dovrebbe fare?

Oddio, se me lo chiedi così ti direi proprio di sì 🙂 Come dicevo prima, allo stato attuale sono l’unico in Italia ad avere un sito web totalmente dedicato all’argomento.

Sono particolarmente fiero del mio primo libro “Google Tag Manager per principianti”, che è stato per altro anche acquistato all’estero nella sua versione in inglese. Proprio per questo motivo da gennaio 2018 è uscita la sua seconda edizione: “Google Tag Manager per chi inizia”. Ho sentito il bisogno di creare una risorsa che andasse più a fondo e fosse aggiornata, visto che Google Tag Manager continua a evolversi e quindi si sentiva la necessità di rinnovare le guide.

Per chi voleva andare più a fondo esisteva, “AL COMANDO”, il video corso più approfondito al mondo su Google Tag Manager. Ti dirò, però, l’ho ritirato dal mercato. Non perché non fosse stato un successo, o non fossi soddisfatto: anzi, il contrario.

Mi sono reso conto che serviva una risorsa che fosse sempre in movimento, sempre aggiornata. Per questo motivo ho creato al suo posto il Club Tag Manager Italia, il club degli utenti avanzati dei sistemi di Tag Management.

Entrando nel Club si ha la possibilità di rimanere sempre al passo con le novità, ma anche avere accesso a guide molto avanzate, webinar mensili, approfondimenti su argomenti come Web Analytics, Google AdWords, Pixel di Facebook, eCommerce, GTM per la SEO.

E ovviamente trovi anche la versione di “AL COMANDO” aggiornata al 2018.

Curioso? Qua puoi leggere qualcosina in più, sia sul libro che sul Club: https://club.tagmanageritalia.it/