Perché le risorse umane sono importanti? Ce lo spiega Marika, HR Specialist di Nextre

Benvenuti ad una nuova puntata della rubrica “NexLeague“, dove conosceremo i dipendenti che lavorano in Nextre. Oggi intervisterò Marika Vassalli, l’HR Specialist di Nextre.

Le Risorse Umane, il “Capitale Umano” di un’azienda, non è un ramo facile da gestire: va curato e valorizzato allo stesso modo delle altre risorse aziendali. Con Marika proveremo a conoscere meglio questa mansione, come funziona e quali sono i compiti più importanti della stessa, insomma ciò che fa la differenza nella gestione delle risorse umane. Bando alle ciance e sviluppiamo subito la nostra curiosità.

Ciao Marika, chi sei e cosa fai nella vita?

  • Ciao sono Marika Vassalli, sono nata in un paesino sperduto tra Brescia e Bergamo, ed attualmente ricopro la carica di HR Specialist in Nextre Engineering. Lavoro in sinergia con i miei colleghi del team HR, selezionando ogni giorno i migliori talenti cercando di portarli a lavorare all’interno della nostra azienda.

Perché le risorse umane sono importanti per l’azienda?

  • Un’azienda che annovera molti dipendenti nel suo staff non può fare a meno delle risorse umane. La gestione delle risorse umane coinvolge diverse attività come la pianificazione del capitale umano, orientamento, preparazione, valutazione, reclutamento, selezione, regolamentazione e sicurezza sul lavoro. Attraverso il processo di selezione si determina il futuro dell’azienda. Soprattutto in questi periodi di recessione economica – come quello che sta vivendo attualmente l’Italia – è importante recuperare l’efficienza e la stabilità delle proprie risorse.

Cosa si intende con risorse umane?

  • Come hai già accennato nell’introduzione, le risorse umane sono il capitale umano dell’azienda, quindi tutte le persone che ci lavorano all’interno e/o esterno. Un dipendente dell’area risorse umane deve valorizzare al massimo questo capitale tenendo anche un occhio verso il budget aziendale. Questo settore permette agli addetti che ci lavorano di relazionarsi a livelli differenti con persone diverse.

Cosa fa un HR in azienda?

  • Dipende a chi lo chiedi! L’HR non è una figura singola con un’unica mansione, ma vi sono ruoli differenti: possiamo trovare il recruiter vero e proprio, il selezionatore, chi si occupa della gestione strategica e pianificazione delle risorse, chi ha le redini della formazione oppure chi gestisce i contratti, relazioni con il personale ecc. In più non scordiamoci del social recruiting, ormai diventa difficile, se non impossibile, farne a meno. Attraverso i social network è possibile immagazzinare una quantità enorme di informazioni e, anche se quantità non è sinonimo di qualità, è sempre meglio avere più opzioni che meno. Sui social o forum è possibile costruire una relazione con il candidato e capire già preventivamente, se potrebbe essere il profilo giusto per l’azienda.

Chi può lavorare nelle risorse umane?

  • Alle persone che desiderano lavorare nel settore HR è richiesta una formazione prevalentemente in discipline umanistiche, psicologia o altre tematiche affini. Difatti, è fondamentale una conoscenza dettagliata dei processi relativi all’area risorse umane (condurre un colloquio di selezione, ideare un intervento formativo, fare screening curricolare, ecc) oltre alla conoscenza delle logiche aziendali.

Cos’hai studiato per iniziare a lavorare nel mondo delle risorse umane?

  • Mi sono laureata in psicologia a Bergamo (bei tempi!), successivamente mi sono iscritta alla laurea magistrale. Nel frattempo ho iniziato il mio percorso lavorativo, prima nella società Open Style e poi, in continuità, in Nextre. Diciamo che questa scelta ha scombussolato un po’ i miei piani iniziali: da lavoretto per mantenermi gli studi è diventato, chissà, il lavoro della vita? Quindi mi sono trovata costretta ad abbandonare, davvero a malincuore (la mia parte “secchiona” mi odia un pochino per questo!) il percorso accademico. Nel frattempo continuo a formarmi sia in autonomia (le 4 librerie in casa che stanno esplodendo lo dimostrano!) sia con master, corsi di perfezionamento e workshop organizzati internamente.

Come si diventa HR specialist?

  • Per prima cosa può essere utile – vedi domande precedenti – una formazione umanistica, oppure si possono prendere strade accademiche diverse ma comunque adatte ad un ruolo nelle risorse umane, come psicologia o economia. Il secondo step comporta la conoscenza della lingua inglese, ormai lingua internazionale, utile per poter gestire candidati e partner che arrivano da tutto il mondo. L’esperienza sul campo è un altro requisito fondamentale e poi non scordiamoci della formazione. Non si finisce mai d’imparare e, anche in questo settore, è sempre utile partecipare a corsi formativi, seminari o altre attività utili al miglioramento delle proprie skill.

Quali sono le domande trabocchetto che capitano in un colloquio?

  • Il mio compito è quello di valutare la parte “umana” della risorsa… coordinandomi con uno sviluppatore senior per valutare al meglio le competenze tecniche del candidato. Non ti svelerò perché vengono poste particolari domande ed a dire la verità, non amo fare domande “cattive” durante il colloquio: è un’opportunità nella quale il candidato può raccontarmi chi è nella vita e mettere in luce le proprie potenzialità (cercando di mascherare qualche difettuccio che però, ogni tanto, riesco ugualmente a cogliere).Ti posso dire che c’è una domanda che mette in crisi i ragazzi e per la quale iniziano a balbettare. Si tratta della semplice: “Raccontami chi sei!” Devi vedere lo sguardo della persona che ho davanti in quel momento, mi chiede subito: “Ma vuoi sapere chi sono a livello personale o professionale? Parto dall’esperienza accademica o dalla prima lavorativa?” Le persone sono sempre meno abituate a raccontarmi le loro abitudini personali, soprattutto durante un colloquio di lavoro in cui pensano solamente di dover elencare le rispettive competenze o di dover superare assurdi e macchinosissimi test che non farebbero nemmeno alla NASA!

Io voglio conoscere i miei futuri colleghi, che è un fattore importante tanto quanto leggere le frasi scritte sul CV.

Su cosa ti basi quando devi scegliere un nuovo membro per l’azienda?

  • Bella domanda! Non si tratta di una situazione facile. Prima di tutto devo cercare di essere il più imparziale possibile e non ragionare di “pancia”. Devo pensare al bene della persona che ho davanti, ma soprattutto dell’azienda. Cerco di capire se chi si sta raccontando può essere la persona che stavamo cercando, la pepita d’oro nascosta sotto i sassi in un fiume. Devo anche capire se noi siamo la società più idonea per quel candidato. Bisogna bilanciare le aspirazioni della risorsa, le sue competenze attuali e il suo potenziale inespresso, valutare se e in che modo possiamo liberare la farfalla che è nascosta dentro di lui (metafora infelice), e se il suo percorso di vita professionale potrebbe intrecciarsi con il nostro. Ci sono moltissimi aspetti da valutare e non è per nulla facile! Ma a volte si riescono a creare dei meravigliosi intrecci di vita ed esperienze che arricchiscono non solo l’azienda ma anche i colleghi. Lo si può evincere dai legami d’amicizia e le iniziative che sorgono all’interno di questa realtà chiamata Nextre.

È vero che la prima impressione è quella che conta?

  • Sì e no. L’abito non fa il monaco e ogni tanto è vero: una bella cravatta non rende una persona professionale e dei calzoni strappati non sono sinonimo di persona inaffidabile o che si applicherà poco. Credo che ognuno debba presentarsi per com’è realmente, anche perché fingersi qualcun altro, solo per fare bella figura, può risultare controproducente. Ho selezionato positivamente candidati in abito elegante, molto curati come anche in bermuda o che indossavano chiodo di pelle e borchie. Non è l’aspetto che determina il talento.

Chi è Marika fuori da Nextre?

  • Adoro leggere, leggo qualsiasi cosa, sia a livello lavorativo che per passatempo. Adoro andare al cinema, ascoltare musica e camminare tra i boschi perché mi rilassa tantissimo.

Grazie mille per questa intervista Marika, sei stata molto esaustiva. Ora posso dire di conoscere un po’ meglio il tuo ruolo. Come direbbe Neo: “Conosco le Risorse Umane”.

Dal vostro Clark Kent è tutto, arrivederci alla prossima puntata della NexLeague.

Il lazo di Marika è sempre in agguato, quindi se sei un talento prima o poi ti scoverà, ma se vuoi velocizzare questo processo, invia la tua candidatura…

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