Sei già uno sviluppatore? Bene, che ne dici di affidarti al Tony Stark di Voghera? Ecco l’intervista con il CTO di Nextre

Se sei già uno sviluppatore o pensi di diventarlo in futuro, bene, ti do il benvenuto al 2° appuntamento della nostra rubrica “Nexleague” in cui raccontiamo la storia di Nextre focalizzandoci sulle persone che lavorano in questa azienda. Dopo avervi presentato Ilja, giovane sviluppatore Java, vedremo più da vicino come opera il CTO di Nextre, Moreno Mazzoni, che in questo caso sarà il Tony Stark di Voghera.

Moreno non si tira indietro dall’usare i suoi super poteri per coordinare un team di giovani sviluppatori che migliorano giorno dopo giorno grazie alla sua attenta supervisione. Ma non è finita qui, perché oltre a gestire un team, interagisce quotidianamente con i clienti che hanno scelto di sviluppare un progetto con Nextre. Qual è il suo segreto? Chi è il tuo J.A.R.V.I.S? Beh, scopriamolo direttamente parlandone con lui.

Ciao Moreno, partiamo con una domanda di rito… chi sei e cosa fai nella vita?

  • Ciao a tutti, sono Moreno Mazzoni e lavoro nell’informatica da più di 20 anni. Ho iniziato a lavorare nel ’92 per un’azienda Americana, oggi siamo nel 2017, quindi il conto del tempo passato è abbastanza facile. In pratica ho dedicato la mia vita all’informatica.

Il progetto più bello e importante che hai realizzato nella tua carriera?

  • Per assurdo i più belli sono i più piccoli, quelli dove è compresa la sfida finale, dove devi ideare la situazione ad effetto. Ma se parliamo di importanza il progetto più importante è stato quello del 2001 quando ho iniziato la progettazione della dealer station di Vodafone che tutt’oggi è disponibile nei negozi. Ai tempi la Omnitel (il nome della Vodafone) mi aveva affidato il disegno di tutta l’architettura e della struttura della parte client. Poi potrei menzionare lo sviluppo di plugin per i prodotti Microsoft, che avevano il vincolo di essere particolarmente performanti per non generare latenza nel sistema, perché arrivavano 500/600 richieste al secondo. Questi erano progetti particolarmente complessi. Per tornare alla domanda: affermare che un progetto è bello significa parlare di un qualcosa che ti diverte ed a me dell’informatica piace tutto, quindi non c’è un qualcosa che ritengo più bello o più brutto. Se parliamo di eventi importanti ti potrei dire che nel 1994 sono arrivati [In Italia] i primi touch-screen della IBM ed i driver per la Store System Solution li ho disegnati io. Per farti un esempio, i touch-screen che trovate ancora oggi al McDonald’s sono basati sul progetto originale dei touch IBM. Per l’epoca era stato avveniristico.

sei già uno sviluppatore

Ovviamente, sarei curioso di sapere se anche tu hai un J.A.R.V.I.S come Tony Stark. Esiste il J.A.R.V.I.S di Moreno?

  • Ovviamente si, anch’io ho il mio computer che mi risponde. Poi attualmente, grazie a Nextre, stiamo introducendo l’intelligenza artificiale ovunque con i Chatbotno? Quindi direi di si, c’è sempre un qualcosa che ti fornirà costantemente delle informazioni. Perché anche il computer, quando ti sta comunicando un’informazione, in realtà ti sta parlando e difficilmente sbaglia. Quando ero ragazzino – con tutti i limiti del caso – ai tempi dell’Amiga avevo creato un mini sistemino che dopo l’accensione comunicava con me, cioè mi diceva cosa dovevo fare, mi avviava i videogiochi ecc.

Se ti chiedessi di descrivere Nextre in poche righe quale sarebbe la risposta?

  • Questa è facile. Nextre, parlando dal mio punto di vista, è stata una scelta di vita ed una sfida: – quella di accettare l’idea di un progetto impegnativo e difficile, anche perché bisognava costruire un qualcosa di nuovo e innovativo in un mercato complesso e saturo. È un’azienda che ha le persone, le capacità e la forza interiore per provare ad accettare una sfida di crescita e di innovare anche nel modo di lavorare – al di là delle tecnologie – questo business. Cerca di approcciare un’offerta di servizio diversa rispetto ad altre aziende.

C’è stato un momento in cui hai dubitato della tua scelta?

  • Come ti dicevo, per me Nextre è stata una scelta di vita. Mirko mi aveva chiamato informandomi che avrebbe voluto acquistare l’azienda, ed ho apprezzato dall’inizio il progetto. Non c’è un qualcosa che mi ha preso in contropiede. All’inizio ci trovavamo in una situazione più incerta, nel senso che vedevi una sorta di nebbia o gran fumo dove nel mezzo captavi qualcosa, quindi tu partivi verso questa nebbia convinto che eri sulla strada giusta, ma non sapevi ancora cosa c’era. Oggi siamo in continua crescita, ma se devo segnalarti una difficoltà direi che questa è rappresentata dalla velocità nell’affrontare determinate situazioni, perché quando corri veloce devi sempre stare attento a restare sulla strada, nel senso che rischi di fare investimenti che difficilmente porti a casa. Per fortuna ora siamo molto attenti a dominare questo fattore ed abbiamo imparato ad usare il freno quando è necessario.

Qual è l’aspetto più positivo del tuo lavoro?

  • La tecnologia di per se, amo la tecnologia ed ho iniziato a studiarla da quando avevo 14 anni. Chiaramente dal punto di vista tecnico/umano l’aspetto positivo di questo lavoro è il fatto di poter lavorare con altre persone e quindi aiutare i giovani a crescere, perché credo molto nei giovani che hanno un particolare potenziale. Dal punto di vista della società Nextre, l’aspetto positivo è quello di non essere sempre focalizzati su aree specifiche.

sei già uno sviluppatore

Conosciamo meglio la vita di uno sviluppatore che lavora in Nextre. Quali sono i progetti a cui lavora e come viene inquadrato nell’azienda?

  • Dipende se uno sviluppatore ha una storia pregressa oppure no. Se uno sviluppatore ha una buona conoscenza di Java viene assunto per lavorare su un progetto Java, ma questo non vuol dire che stia fisso su un progetto Java. Quello che chiedo ai giovani è una disponibilità completa ad imparare, perché il developer è colui che non si focalizza su un solo linguaggio ma deve impararne tanti, perché più è bravo, più linguaggi conosce e più aumenta la sua efficienza come produttività e capacità di sviluppare, perché la sua mente si è abituata a ragionare su più fronti e questo è altresì importante per l’azienda che riesce ad erogare servizi di un certo livello con un numero minore di persone. È brutto a dirsi ma se lo sviluppatore conosce Java, PHP ecc… riesco ad operare al meglio su determinati progetti. Quindi, lo sviluppatore bravo è quello che parte da un punto ben preciso e poi va ad evolversi su percorsi in cui l’azienda ritiene di investire. Se l’azienda ha deciso di investire su 6 tecnologie, lo sviluppatore, a tempo debito, dovrà conoscerle tutte e 6. Mentre per quanto riguarda i ragazzi giovani che scelgono Nextre come prima attività per entrare nel mondo dell’informatica, questi vengono formati ovviamente su percorsi di base iniziale, perché gli stage hanno il diritto ed il dovere di presentare alle persone una tematica che poi deve essere acquisita una volta terminato il periodo formativo. Non è detto che tutti saranno indirizzati sullo stesso percorso. Per esempio, adesso sono in essere dei corsi Java a cura della nostra Academy, ma probabilmente in autunno verrà presentato più di un corso. Probabilmente il prossimo corso non sarà più monotematico ma aperto a diversi linguaggi.

Ho notato che Nextre crede molto nei giovani, confermi?

  • Noi siamo contenti che arrivino i giovani, sicuramente Nextre è un’azienda che riconosce le potenzialità dei giovani ed investe anche tanto su di loro. Mettiamo a disposizione una tecnologia di ultimo livello, anche per quanto riguarda i computer, monitor ecc… sono rarissime le aziende che offrono ad uno stagista strumenti nuovi con cui lavorare. Di solito gli danno un computer usato e con quello devono arrangiarsi. Ovviamente devono avere la voglia di studiare ed imparare, perché chi viene in Nextre deve essere in linea con il pensiero dell’azienda.

Mi piace molto la realtà Academy, sembra una sorta di master per i giovani che hanno voglia di migliorarsi. Puoi dirmi qualcosa a riguardo?

  • Concordo, sull’Academy stiamo investendo molto, con un livello di corsi molto complesso. Stiamo pensando di realizzare un sistema didattico reale dove i docenti pubblicano i corsi e li rendono accessibili a tutto il personale interno e non solo a chi partecipa allo stage. Il percorso Academy è fondamentale per creare nuove leve di sviluppatori.

Il livello degli sviluppatori in Nextre è in continua crescita… quali strategie vengono adottate per garantire una crescita al developer?

  • E’ necessario cambiare la tipologia del progetto, non necessariamente la tecnologia ma la tipologia. Ogni tecnologia di mercato ti offre esperienze diverse. Per esempio, il mercato della ristorazione ha delle regole diverse rispetto a quello bancario e/o finanziario, e ti porta a cambiare l’approccio al progetto. Lavorando in settori differenti, lo sviluppatore cresce ed affronta i progetti in maniera più attenta e matura, anche quando si trova ad avere a che fare con lavori più banali. Pescare da varie esperienze e da vari mercati aiuta molto in ambito lavorativo. Ovviamente gli sviluppatori devono aggiornarsi insieme alle tecnologie, che rilasciano aggiornamenti ogni 6 mesi, quando va bene. Un must che sto cercando di introdurre in Nextre è questo: “La tecnologia fa quello che gli dici tu e non viceversa,” e molte aziende non sviluppano al meglio questo concetto. Del tipo: “Io so sviluppare in Java e qualunque cosa tu mi chieda te la faccio in Java,” ovviamente si tratta di un’affermazione errata. La tecnologia è al servizio del cliente e non bisogna fornire una soluzione in base alla propria preparazione ma che soddisfi al meglio i requisiti richiesti. L’obiettivo di Nextre è quello di fornire un servizio diverso, migliore, per non restare appiattiti come molti altri, che tendono a venderti quello che sanno e non la strategia più idonea per te.

sviluppatore 4

Sono curioso di conoscere un progetto interessante a cui stai lavorando attualmente

  • In questo momento stiamo progettando un’app che permette di mettere in collegamento le persone normali con i professionisti di vari settori, per avere delle consulenze specifiche alle loro problematiche indipendentemente da dove si trovano. Per esempio, io di Milano potrei aver bisogno del mega professionista che coordina il suo lavoro a Palermo ed attraverso questa applicazione potrò seguire la pratica senza dovermi spostare sul luogo dove opera il professionista. Si tratta di una consulenza ad ampio spettro, che comprende video-call, gestione dei pagamenti, e quindi una relazione continua con il consulente. Il pregio di questo sistema è il fatto di togliere quella distanza che esiste tra la persona che richiede la consulenza ed il professionista, offrendo tutti i servizi che garantiscono un approccio identico all’appuntamento face to face, abbattendo i costi che si creano quando si avvia una consulenza composta da molti appuntamenti.

Quali sono i linguaggi di programmazione che utilizzate?

  • Li usiamo quasi tutti, tipo Net Core, Java, HTML, Javascript in tutte le sue forme, PHP ecc, direi che siamo presenti in quasi tutte le tecnologie offerte dal mercato.

Che caratteristiche deve possedere uno sviluppatore che sceglie Nextre?

  • Devono avere la voglia di correre, imparare e non aver paura ad affrontare anche i momenti difficili, perché purtroppo il mondo della programmazione è fatto ad onde, con momenti di alta marea e bassa marea. Nelle fasi più concitate è possibile che si lavori anche oltre le classiche ore di ufficio, mentre nelle situazioni lavorative più tranquille si può uscire dalla sede anche alle 16 e bere una birra tutti insieme, ma la disponibilità direi che è fondamentale per chi fa questa scelta di lavoro nella consulenza. Devi basare questa scelta sulla tua disponibilità, perché ci sono delle scadenze da onorare e quindi chi partecipa al progetto deve saper rispettare le date.

Quali sono i tuoi interessi che vanno oltre le ore passate in ufficio?

  • Tolti ovviamente i figli a cui dedichi la maggior parte del tempo, a me piace molto cucinare al barbecue, i giochi in scatola e nello specifico Zombicide, Console e Videogames in generale, vedere film e serie tv, le passeggiate al mare.

Raccontaci qual è stata la scintilla che ti ha portato a scegliere i linguaggi di programmazione?

  • Dal mio amore per i videogiochi. A 14 anni avevo il commodore 64 con qualche giochino e la mia curiosità di capire come venivano realizzati questi videogame mi ha portato a chiedere a mia mamma e mio papà di iscrivermi ad un corso di programmazione. A 16 anni avevo creato il mio primo videogioco che era una versione personale di un arcade a cui giocavo nelle sale giochi e che a me piaceva moltissimo. Per spiegartelo graficamente, nello schermo c’era una navetta in alto che sparava di tutto verso l’omino a piè di pagina. Quindi la scintilla che ha innescato in me la voglia di programmazione è stata l’amore per queste cose.

Come può un esterno rendersi conto se un lavoro è fatto bene o male?

  • Di solito te ne accorgi nel medio periodo dalla stabilità dell’applicazione. Per assurdo una delle frasi che ho inserito anche sul profilo Linkedin è quella che dice che “la cosa più difficile nella programmazione è realizzare un’applicazione semplice,” perché devi creare un codice perfetto e funzionale, magari di poche righe e stabile.

Beh, grazie mille Moreno per questa intervista e sono sicuro che nuovi sviluppatori potrebbero considerare l’idea di lavorare per te

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Dal vostro Clark Kent Alessandro per oggi è tutto, arrivederci al prossimo appuntamento con la Nexleague!