Progressive Web App vs App Native Vs App Ibride: come fare la scelta!

La diffusione di smartphone e tablet rende possibile raggiungere i nostri clienti in qualsiasi momento, comodamente sul loro dispositivo portatile.

Questo è lo scopo del mobile marketing.

Quale strumento utilizza per farlo?

Chiaramente le app.

Oggi le aziende hanno bisogno, sempre di più, di indirizzare i clienti sui dispositivi mobili.

È sempre più difficile che una persona non sia connessa a Internet attraverso un dispositivo mobile come lo smartphone o il tablet.

Per questo motivo, per le aziende si verifica l’esigenza di sfruttare il mobile nel migliore dei modi.

Un’azienda, per raggiungere tutti i clienti che si connettono da mobile, deve prima di tutto creare un sito web responsive, cioè ottimizzarlo per smartphone e tablet.

Successivamente, deve creare un’applicazione.

Esistono tre grandi famiglie di app: progressive web app, app native e app ibride.

Scopriamo insieme quali sono le differenze!

Progressive Web App

progressive web app foto

Le progressive web app rappresentano il futuro.

Note anche come PWA, sono app mobili che vengono distribuite attraverso il web.

Un’app di questa tipologia non deve essere scaricata da un app store. Funziona in modo autonomo ed è in grado di caricare in modo istantaneo le pagine anche in condizioni di bassa connettività.

Inoltre, le progressive web app hanno il vantaggio di essere sempre aggiornate perché, nel momento in cui vengono lanciate, visualizzano in modo automatico la versione più recente.

Cosa le caratterizza?

Le progressive web app sono considerate più efficienti delle altre perché sono in grado di funzionare su richiesta e sono sempre accessibili ma, soprattutto, non occupano memoria negli smartphone.

Quando gli utenti utilizzano le progressive web app su una versione nativa della stessa applicazione, si ritrovano a consumare meno dati.

Un’applicazione di questo tipo è fruibile tramite i normali web browser ed è scritta con i linguaggi HTML e CSS, simulando l’interfaccia di un’app nativa.

Non sono infatti possibili l’installazione su dispositivo e l’uso offline, tuttavia, non dovendo essere installate, non intaccano in alcun modo la RAM o la capacità di calcolo del dispositivo.

Sono molto utili per la semplicità dei linguaggi di programmazione, per facilitare la visualizzazione dei siti web sui dispositivi mobili e per permettere l’indicizzazione dei propri contenuti sui motori di ricerca.

Il miglioramento della User Experience è rilevante e per questo motivo si può ipotizzare che presto gli stessi utenti decideranno di disinstallare in modo definitivo le app native a favore delle progressive web app.

Anche gli sviluppatori sostengono che le progressive web app siano più economiche perché occorre poco tempo sia per costruirle che per aggiornarle.

Come mai?

Con le progressive web app è possibile creare una sola versione dell’app e visualizzarla allo stesso modo su tutti i dispositivi.

App Native

app native

Le app native sono quelle che, come suggerisce il nome, nascono apposta per i dispositivi mobili per il mercato a cui sono destinate (es. dispositivi iPhone o Android).

Lo sviluppatore scrive nel linguaggio specifico della piattaforma (iOS, Android e così via) su cui l’app verrà usata.

Passata una procedura di approvazione, l’app viene immessa negli store della piattaforma, dove gli utenti possono scaricarla, a pagamento o gratuitamente, e installarla sul proprio dispositivo.

Proprio perché scritta e sviluppata in un linguaggio specifico, un’app nativa potrà avere un costo più alto rispetto alle sue alternative ma sarà, viceversa, ottimizzata per la sua piattaforma di riferimento.

Questo le consentirà di offrire massime prestazioni e modi d’uso sia online che offline.

Un’app nativa infatti è in grado d’interfacciarsi completamente col sistema di riferimento per cui è stata creata e potrà sfruttare tutte le funzionalità del device di riferimento.

Ad esempio, un’app nativa per il sistema operativo iOS (ovvero destinata a prodotti Apple, scaricabile solo dall’APP Store) sarà capace d’integrarsi “dialogando” con gli altri strumenti del device, quali GPS, fotocamera o zoom.

Le app native oggi risultano essere tra le più scaricate perché possono offrire la migliore esperienza utente, tuttavia la loro barriera è rappresentata dal fatto che siano limitate solo a determinati dispositivi e quindi non possano essere accessibili a tutti.

App Ibride

app ibride

Sono scritte generalmente in HTML5 e Javascript e possono essere incapsulate nel linguaggio nativo di una piattaforma, come le app native.

Che cosa significa?

Sicuramente che sono meno performanti rispetto alle app native, ma che possono comunque essere inserite e scaricate dagli store di riferimento.

Inoltre semplificano il lavoro di programmazione, perché il linguaggio cross-platform permette di far funzionare l’app su dispositivi diversi senza dover creare un’interfaccia per ciascuno.

Il vantaggio di queste app sta sicuramente nei tempi e costi di sviluppo ridotti (che corrispondono generalmente anche a un minor costo per il committente).

Semplificando, si programma una sola volta e poi s’incapsula il codice nei “contenitori” sorgenti di ogni piattaforma. 

Una sola app, diversi mercati di riferimento

Rispetto alle native, le app ibride perdono tuttavia in prestazioni e integrabilità con i singoli device su cui vengono installate.

Quale App scegliere?

Nella disputa fra quale delle tre app sia la più conveniente, non ne vediamo una come vincitrice universale.

Ognuna ha delle caratteristiche che la rendono adatta in relazione all’uso che se ne deve fare, agli utenti a cui si rivolge, al modo in cui si intende commercializzarla.

Il punto fondamentale è sempre uno: offrire un prodotto di alta qualità.

Se desideri anche tu creare un’applicazione, compila il form presente sulla pagina per richiedere un supporto o una consulenza al nostro team di esperti.

Nextre Engineering sarà felice di aiutarti a creare l’app perfetta per il tuo business.